giovedì, 9 aprile 2020
edeb5270-73ef-4b41-9d6b-12addb54da9e

BAMBINOPOLI  (PER I PIÙ PICCINI)

Print pagePDF pageEmail page

Sono presenti a Modica alcune aree attrezzate per intrattenere i bambini giocosamente. Le chiamano bambinopoli, impropriamente. Sono spazi attrezzati perché i bambini possano giocare, soli ma con la presenza e l’assistenza dei genitori ed eventualmente dei nonni (se ci sono), che si prestano alla bisogna, dove i bambini hanno anche occasione di socializzare con altri coetanei, quando non possono frequentare la loro scuola dell’infanzia, che normalmente li accoglie nel tempo scolastico. Ce ne sono alcune in alcuni quartieri della città.

Sulla Via Sacro Cuore ce n’è una.  E’ da un po’ di tempo che c’è,  ma non da tanto, come il suo stato di relativo abbandono farebbe supporre. Meglio sarebbe stato che si fosse scelto uno spazio più arretrato rispetto al profilo della strada, non solo per i rumori del traffico automobilistico ma soprattutto per gli scarichi di ossido di carbonio delle automobili che vi si muovono nei due sensi di marcia. Quando fu aperta alla frequenza,  gli attrezzi, ovviamente, erano tutti nuovi di zecca e puliti; erano là in bella vista e i bambini erano assai contenti e con loro le mamme e i papà. Non c’è dubbio, la città accolse favorevolmente la presenza di questi spazi attrezzati con giochi per i bambini.

Occasionalmente capita che io nonno mi trovi a portare il mio nipotino di tre anni, il più piccolo, a passare un po’ di tempo all’interno di quell’area attrezzata. E’capitato proprio oggi. Mentre il nipotino e altri bambini vi giocavano, scivolando dagli scivoli, salendo in groppa al cavalluccio, arrampicandosi, facendosi dondolare sull’altalena, l’occhio del nonno osservava lo spazio attorno: c’era qualche adulto che fumava e buttava a terra la cicca; c’era qualche immigrato nordafricano con numerosa prole circolante e vociante; c’era la giovane mamma che seduta in panchina e accavallando la gamba mostrava lo strappo d’una calza, c’era la ragazza che si divertiva a fare ancora la bambina sul cavalluccio o attraversando carponi i tunnel per poi scivolare, c’erano ragazzi grandicelli, calzati di scarponcini, che provavano a salire sugli scivoli arrampicandovisi a partire dalla base.

Andate a vedere, anche voi lettori (che abbiate bambini o no). Ovunque lo sguardo giri, vi renderete conto che atti vandalici hanno reso poco sicuro qualche attrezzo, l’igiene è tutt’altro che osservata e dappertutto regna lo sporco: firme e messaggi vari scritti con il pennarello offendono l’occhio. Sulla “ moquette” di tinta verde giace varia “monnezza” indifferenziata  e il verde, artificiale tappeto sintetico, si è lasciato attraversare dai fili d’erba che spunta ardita per riconquistarsi aria e sole. Meglio allora che vi cresca spontaneamente l’erba che natura vi farebbe spuntare.

Non mancano, qua e là, bottiglie abbandonate di birra o d’altro e frammenti di vetro. Non ho visto siringhe, ma non le escludo abbandonate tra le siepi.

Se poi aggiungete che anche tra il pubblico adulto o quasi, frequentante il luogo, c’è chi non rispetta il piccolo ambiente pensato esclusivamente per essere frequentato dai bambini e consentire un sano gioco in tutta sicurezza, vi renderete ancora conto che in quell’ambiente le occasioni di farsi male non mancano; inoltre è supponibile la presenza (anche se non si vedono) di germi vari e di muffe che mettono  indubitabilmente a rischio la salute dei piccoli e anche… dei grandi.

Gli attrezzi andrebbero di tempo in tempo controllati da personale addetto (ma di questi tempi manco a parlarne!) e opportunamente igienizzati. Non sarebbe male (ma è risaputo che anche questi non si sottraggono all’attenzione dei vandali!) che appositi cartelli avvertissero di non fare “uso improprio” delle attrezzature,  minacciando qualche multa; di non sputare per terra, di non buttare mozziconi di sigarette, di non buttare a terra gli involucri cartacei di caramelle, biscotti e leccornie varie. Ma sarebbe intanto auspicabile e doveroso che l’amministrazione si preoccupasse di fare installare nei pressi dell’area qualche cestino per i rifiuti che mi pare manchi; ma anche questo presto andrebbe alla malora.

E allora? Bisogna educare e rieducare il cittadino a vivere e a convivere in città. Ci vuole una presenza più  “avvertita” di vigili urbani e una scuola più attenta a “impartire”, in tempo utile, le buone maniere; e prima e accanto ad essa, anzitutto la famiglia.

Ma ancora una volta, penso che parlarne sia tempo… perso.

nonno di Francesco

Condividi!