giovedì, 9 aprile 2020
asilo nido-4

BUFFETTI E STRATTONAMENTI

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Non ci credo. Che  maestre di scuola dell’infanzia possano prendere a schiaffi e dare strattoni al punto da fare male ai bambini o, come si sente dire o si legge, possano usare violenza sui bambini, non ci credo; neanche a Vittoria.

Sono stato padre di quattro bambine e mai, dico mai, mi giunse lamentela o segnale o indizio che esse o altri bambini che frequentavano la medesima sezione di scuola materna fossero stati presi a schiaffi o fossero stati strattonati o comunque vittime di una qualche “violenza” da parte della maestre; né notizia o indizio di violenza subita che le riguardasse direttamente o che riguardasse altri loro compagnetti.

Sono stato a capo di scuole comprendenti sezioni di scuola materna e mai mi fu riferito di episodi di trattamenti, da parte delle maestre,  poco delicati e non rispettosi delle personcine dei bambini loro affidati.

Certamente la mia esperienza è stata pur sempre limitata e circoscritta nel tempo e nello spazio e non presumo né pretendo che possa essere generalizzata ed estesa a tutti i bambini e a tutte le maestre e a tutte le realtà scolastiche.

Ho però esperienza di esagerazioni, di inasprimenti umorali, di stravolgimenti di fatti, di travisamenti cui danno facilmente vita certe mammine per il solo gusto di intromettersi, di farsi protagoniste e di apparire protettrici delle loro creature, anche solo per fare intendere ai quattro venti che loro ci sono, esistono, calzano pantaloni e calzamaglie e ci sono – (mentre i papà, necessariamente assenti, faticano per portare il pane a casa) – per tutelare le loro creature, anche per combattere contro i mulini che, anziché macinare grano come dovrebbero, agitano l’aria che si muove intorno e fa girare… le pale.

Troppo intente a “chattare”, ad inviare messaggini, a intrattenersi, a “ciacolare” con le comarelle, non sapendo come… perdere il tempo, come farsi notare e mettersi in mostra, perché di queste cose hanno estremo bisogno, non potendo pretendere tutte di apparire in televisione come altrettante dive, si accontentano di mostrarsi occasionalmente nei tg locali – meglio poi se anche nei TG nazionali – inviperite (o quasi) perché le maestre dei loro bambini non danno loro lo spazio/tempo che pretenderebbero di occupare nella mattinata, sostando con altre in chiacchiericcio, in cicaleccio,  in prossimità della scuola, non potendo essere accolte dentro, dove vorrebbero invece starci.

Ora vi dico la mia. A Vittoria, come a Modica (è successo prima), come anche altrove, è possibile che qualche maestra perda il controllo, perda la calma, perda la pazienza (siamo uomini o caporali? direbbe il nostro caro Totò). Capita, capita anche alle mammine, quando sono a casa loro o escono per i negozi a fare spese. I bambini – si sa – sono per natura vivaci, si muovono, si spostano di qua e di là, non sanno stare fermi come vorremmo noi adulti, non hanno ancora il controllo dei loro movimenti, dei loro gesti, di piedi e mani sempre in movimento; muovendosi fanno cadere qualcosa, cadono essi stessi, si spingono e spingono i loro compagnetti, possono farsi male loro e/o fare male agli altri bambini.

Mettetevi allora nei panni, poveri panni (mille lire al mese), delle maestre che cinque giorni su sette (fino a qualche tempo fa erano anzi 6 su 7) sono alle prese continuamente con situazioni di moti e spostamenti incontrollati dei bambini e loro invece sono là proprio per esercitare anche il controllo (ed in certi momenti possono fare solo questo!), oltre che a… fare le educatrici, intrattenendo i piccoli in giochetti e facendo loro imparare a memoria canzoncine per la mamma, per il papà, per Natale, per Pasqua ecc.; capita allora che debbano far fronte a queste situazioni e allora ecco qualche buffetto più forte, qualche “strattonamento” più deciso. Ma niente più!

Poi arriva la TV ed ecco che le immagini (con commento del cronista, approssimativo sì, ma tale da accaparrarsi l’audience), prendono il sopravvento e ognuno/a dà la lettura che più gli/le aggrada o gli/le conviene. Importante è dare nell’occhio della videocamera: parlare e fare parlare. This is the question!

Confessatelo: come fareste voi per evitare che qualche bambino o bambina si faccia del male o lo faccia agli altri compagni di sezione nella scuola cosiddetta dell’infanzia? Mettereste le… manette? Perché, se poi ci scappa qualche cosa per cui la maestra debba risponderne con l’accusa di mancata e/o inadeguata vigilanza sui minori, come si mettono le cose?

Che direbbero allora le mammine e i papini?… Meglio non pensarci. Anzi, meglio pensarci… prima che certi incresciosi fatti succedano!

Che poi si debba porre all’attenzione di tutti (anche delle mamme!) che il mestiere di insegnare è usurante, logorante, affaticante e a maggior ragione quello di fare la maestra di scuola dell’infanzia o elementare è anche vero e necessario. Ma è un altro discorso, anche se “imparentato” con quanto è avvenuto e potrà avvenire ancora nella scuola.

Prendetela come volete, miei cari lettori de la pagina on line,  ma io ho voluto dire – anch’io – la mia!

unochelapensadiversamente

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