giovedì, 9 aprile 2020
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FINE VITA COME E QUANDO

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Il 7 febbraio alle ore 18,30, si è tenuto a Modica presso la cappella dell’Ospedale Maggiore un incontro di Bioetica dedicato al “Fine vita… questioni aperte”.

Ha moderato l’incontro Don Antonio Stefano Modica, direttore del comitato scientifico di bioetica della Diocesi di Noto.

Il direttore sanitario Piero Bonomo ha parlato delle diverse forme di fine vita che in Italia sono illegali: suicidio, eutanasia assistita e del consenso invece del DAT, testamento biologico o biotestamento, un documento legale redatto da una persona per specificare in anticipo i trattamenti sanitari da intraprendere nel caso di una propria eventuale impossibilità a comunicare direttamente a causa di malattia o incapacità.

Ha relazionato il professore Salvino Leone, specialista in Ostetricia e Ginecologia, docente di bioetica e presidente dell’Istituto di Studi Bioetici “Salvatore Privitera” di Palermo. Ha parlato del valore della vita che si dice assoluto ma è fondamentale, mentre conta più il valore della morte che riesce a dare più valore alla vita, quindi un bene spirituale. Ha parlato di accanimento terapeutico fino all’ultimo gemito e di quanto invece alcuni atti si dovrebbero evitare. Ha spiegato che la morte non è un istante ma è la fine dell’individuo come un tutto, è la fine del cervello e poi, piano piano, tutto si ferma.

Ha spiegato che l’evento del fine vita ha una serie di bisogni, il bisogno di senso e qui l’eutanasia, di dignità, affetto, identità, ascolto e quindi bisogno di passato e valorizzazioni, bisogno di appartenenza quindi tradizioni religiose. E poi, ancora, il bisogno di persone amiche “guaritori di ferite”, che sono i primi ad aver sofferto e i primi a dare sollievo ad altri. Un accenno anche al “Settimo sigillo” un film di Ingmar Bergman che parla di un viaggio e di crociate ed è una grande metafora della ricerca infinita dettata dalla stessa condizione umana, dalle croci che portiamo sulle spalle e che ci prendiamo per dare sollievo ad altri.

Sono Intervenuti il dottor Vittorio Cataldo, primario del reparto Hospice di Modica, e la dottoressa Agata Busacca, che hanno parlato degli “ospiti” del reparto e del loro bisogno di essere ascoltati più che capiti ma anche del conforto amichevole e indolore che si deve a chi li assiste “Cure Palliative” e di quello che più di dare, ricevono. Il dottore psicologo Michele Cappello, l’assistente sociale dottoressa Marilena Lao e l’infermiera Rosa Lorefice hanno relazionato sui loro ruoli non facili coi pazienti nella quotidianità ma anche di come, supportati dai volontari del reparto, riescono a gestire e a rendere più sereno il fine vita che merita di essere seguito con molta empatia per dare sollievo e dignità umana. In chiusura, un video di presentazione del reparto con all’interno momenti di serenità per i degenti e i parenti tenuti impegnati anche da attività svolte insieme a medici, infermieri e volontari.

Sofia Ruta

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