venerdì, 7 agosto 2020
l'editoriale di Luisa Montù

IMBRANATI O IMBROGLIATI?  

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Periodicamente nel mondo esplode una pandemia influenzale particolarmente virulenta e contagiosa, il cui ceppo si presenta nuovo, pertanto non esiste un vaccino. Dopo la Spagnola, della quale si continuò a parlare per decenni (ma allora non esistevano vaccini, non c’erano nemmeno le tante medicine di cui disponiamo oggi, quindi un’influenza molto forte poteva rappresentare una malattia veramente grave), ci furono l’Asiatica (anni ’50) e la Hong Kong (anni ’60). Fu diramata l’allerta, furono indicate le precauzioni da prendere, le persone si ammalarono e poi guarirono, qualcuno morì, ma anche per la normale influenza si muore, per questo vengono consigliati i vaccini per le persone più fragili o particolarmente esposte al contagio. La gente, ovviamente, era preoccupata, ma non si scatenò il panico.

Adesso il mondo è preda del Coronavirus e, forse per colpa dei social, che diffondono le notizie, giuste e ancor più spesso sbagliate, ma soprattutto, crediamo, per quella piaga dilagante ed estremamente pericolosa che sono le fake news, si è rapidamente scatenato il panico.

Ecco, più ancora del Coronavirus è il panico che preoccupa, perché porta, anzi ha già portato, a comportamenti totalmente irrazionali, come l’accumulo di provviste in casa per mesi e mesi o l’assalto all’amuchina quasi fosse un medicinale miracoloso, mentre è solo un disinfettante che, come molti altri, impedisce non a proteggere se stessi ma a non contagiare i vicini. E in questi giorni il sentimento che è emerso sovrano non è stata certo la preoccupazione per il prossimo ma l’egoismo macroscopico che ha fatto pensare ciascuno alla propria misera persona infischiandosene altamente di tutte le altre!

Capire poi quale sia la reale pericolosità del virus è estremamente complicato perché la confusione fra notizie vere e false è assoluta e anche per noi giornalisti è talmente difficile distinguerle da rendere i più responsabili timorosi nel darle per non incappare in un errore che potrebbe aggravare una situazione già difficile e ampiamente falsata di suo. C’è anche, purtroppo, chi invece si preoccupa solo dello scoop, lanciando orgogliosamente (!?) per primo una notizia o un’opinione di cui, purché sia eclatante, non si cura di verificare scrupolosamente la veridicità.

Per non parlare del pressapochismo con cui viene gestita l’emergenza. Per evitare di prendere in considerazione i casi tragici, pensiamo piuttosto al caos che si è creato per gestire le partite di Serie A del campionato di calcio. Caos tutto italiano, perché le partite delle gare europee saranno disputate regolarmente, che vi partecipino squadre italiane o no. Forse. O forse no. Qualcuna forse sarà disputata a porte chiuse senza che a nessuno venga in mente di opporsi. In Italia invece è dovuto intervenire il Governo per stabilire che le partite si disputassero regolarmente ma a porte chiuse, i Signori (?) del Calcio non erano in grado di deciderlo. Che confusione! Le decisioni, spesso contrastanti, vengono prese di giorno in giorno e questo in gran parte ne invalida l’utilità. Abbiamo fatto cenno alle partite di calcio proprio perché, trattando di un tema in qualche modo futile, si può avere un chiaro ritratto della società in cui ci troviamo. La soluzione più logica sarebbe stata quella di far disputare le partite a porte chiuse, senza che i presidenti, per un normale senso di responsabilità, obiettassero alcunché, invece le società, che guardano esclusivamente e avidamente al proprio interesse economico infischiandosene altamente di quei tifosi che alle loro squadre hanno donato il cuore, si sono rifiutate. Da qui un caos incredibile che avrebbe potuto paralizzare il mondo del calcio per chissà quanto tempo. E questo è solo lo specchio di quanto sta accadendo in tutti gli altri settori.

E, a margine, accade che chi ha il brutto vizio di pensare, finisca per chiedersi fino a che punto la notizia (o, non sia mai!, la pandemia stessa) sia stata lasciata circolare in modo incontrollato e irresponsabile perché la gente sia spinta a chiudere gli occhi di fronte ad altri problemi, ad altre tragedie, come la guerra infinita che sta martoriando la Siria e che uccide molto più del Coronavirus, o le tante situazioni gravissime, come la giustizia che si sta accartocciando su se stessa o la violenza, razzista e non, la corruzione dilagante, le mafie al potere, di fronte alle quali sembriamo tutti narcotizzati tanto le guardiamo con indifferenza, quasi accettandole o persino giustificandole.

 

 

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