lunedì, 6 luglio 2020
coronavirus

CONOSCERSI

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Che sia scappato da un laboratorio o che sia stato elaborato da pipistrelli cinesi, il Covid 19 ha un grandissimo merito: è un preciso messaggio, un segnale ultimativo che la Natura ci manda.

La Natura ha le sue leggi che a noi umani possono sembrare a volte ingiuste e crudeli, ma sono quelle che hanno permesso al pianeta Terra di nascere e che ne determineranno la fine. In un momento del suo tempo incommensurabile, a un certo punto è comparsa la razza umana.

Siamo scesi dagli alberi, ci siamo evoluti, e abbiamo incominciato ad usare le risorse del pianeta come roba nostra, convinti che tutto il Creato fosse stato fatto solo per noi. Questa convinzione ci ha spinti, spesso a causa di credenze religiose da noi inventate per confortarci davanti allo sgomento dell’ignoto, ad andare contro le leggi della Natura modificando territori, manipolando geneticamente il mondo vegetale, violentando il mondo animale. Per secoli il pianeta, che ha spalle larghe, ha sopportato le nostre ingerenze. Certo ogni tanto, per ricordarci chi è il vero padrone, un bel terremoto, un diluvio, una lunga siccità o una pestilenza la Natura non ce li ha fatti mancare, ma mai come dall’inizio del secondo millennio d.C. l’allarme per la nostra probabile imminente estinzione si è fatto così pressante. La Natura, di cui noi facciamo parte, ci vuole bene: siamo figli suoi, e ci corregge quando eccediamo.

Non tutte le catastrofi naturali avvengono per caso: l’estrazione dissennata di gas e petrolio potrebbe aver causato dissesti nel sottosuolo, e c’è oramai la certezza che l’uso dei carburanti fossili abbia generato i disastrosi mutamenti climatici di cui tutti ci siamo accorti, tranne certi capi di stato incoscienti, ignoranti e probabilmente corrotti e conniventi. Anche gli eccessi di violenza e di fanatismo stragista che negli ultimi tempi si fanno sempre più folli e frequenti sembrano mirare allo stesso obiettivo: Umanità, stai andando verso il baratro e il tempo per fermarti, riflettere e rimediare è sempre più corto!

Ora che mezzo mondo è in guerra contro un nemico invisibile e subdolo, si dovranno giocoforza riscoprire valori antichi: solidarietà, collaborazione, amicizia, umiltà e non pecorile obbedienza. Rinchiusi in casa, completamente soli o in coabitazione forzata, avremo tutto il tempo, se ne abbiamo la voglia, di conoscere meglio noi stessi e chi ci sta vicino.

Il prezzo da pagare per questa opportunità dataci per rinsavire è certo molto alto: migliaia di persone morte soffocate, in crudele solitudine, senza il conforto di una parola o di uno sguardo dei propri cari, lasciati piangenti a vedere file di camion militari carichi di bare da portare ai crematori chissà dove, senza un abbraccio, senza un fiore.

Il peso sulle strutture sanitarie pubbliche è mostruoso, e il sacrificio richiesto ai medici e agli infermieri è sovrumano. A tutti pesa l’obbligo di stare chiusi in casa rinunciando alle tante abitudini che rendono sopportabile, se non addirittura piacevole, il tran tran quotidiano.

Il malefico virus coronato, nel colpirci così duramente, ci sta dando delle opportunità insperate di rilettura di scelte fatte a tutti i livelli.

Salta agli occhi di tutti lo scempio compiuto su un servizio sanitario nazionale che era uno dei migliori del mondo. La Sanità è stata trasformata in azienda e messa in mano a manager scelti esclusivamente con criteri di appartenenza politica rivelatisi incompetenti e ladri, con sprechi dissennati di soldi dei contribuenti e avvilimento di eccellenze professionali. L’introduzione del numero chiuso per l’accesso alle facoltà di medicina e lo smantellamento della sanità pubblica in favore di quella privata hanno determinato incapacità e disorganizzazione di fronte all’emergenza: troppo pochi medici e pochissimi posti letto.  La sperequazione tra nord ricco e sud arretrato è stata per ora brutalmente livellata dal virus che ancora sta seminando morte prevalentemente nelle regioni settentrionali ma, se come è probabile che avverrà, la sua diffusione colpirà alla stessa maniera nel meridione, la anticostituzionalità della sistematica divisione tra cittadini di serie A e di serie B rivelerà in pieno e senza scampo questa vergogna nazionale agli occhi di tutto il mondo.

La frammentazione dei poteri decisionali tra regioni e comuni, enti creati come cloni del parlamento nazionale con tutti i suoi difetti e gli scarsissimi pregi, è la fonte dell’incapacità di affrontare l’emergenza in modo efficiente ed univoco. Il caos creato da ordini e contrordini, da proclami terrorifici e da false notizie, se da un lato ha permesso al virus di diffondersi velocemente, dall’altro ha messo in luce quanto il senso del termine Democrazia abbia perso anche la più esile traccia di potere del popolo, trasformata in mera demagogia da una classe politica indecente che si azzuffa  per scippare quanto più possibile a proprio vantaggio, alla faccia del popolo sovrano. Fortunatamente, nei momenti più tragici l’Italia riesce sempre a tirar fuori l’asso dalla manica, anzi due: il Presidente Mattarella e il premier Conte, che si stanno impegnando senza tregua mettendoci la faccia e caricandosi di responsabilità enormi per rassicurare e confortare la gente e in contempo redarguire severamente chi rema contro e dare rapidamente direttive quanto più efficaci possibili. Naturalmente c’è gente dalla faccia di bronzo che, pur profumatamente pagata, raramente ha messo piede alla Camera o al Senato e ora pretende che ogni decisione debba seguire l’iter parlamentare con sedute fiume, denunciando un vulnus alla democrazia di stampo fascista!

La chiusura delle scuole sta facendo toccare con mano quanto il sistema scolastico sia arcaico e quanto ancora sia lontana la capacità di servirsi intelligentemente delle moderne tecnologie. La stessa esistenza dell’edilizia scolastica potrebbe essere messa in crisi da una didattica esclusivamente esperita per via informatica, certamente più agile, veloce e plasmabile a seconda delle esigenze e delle capacità del singolo studente, ma la Scuola perderebbe quella funzione socialmente educativa e di confronto che, solo stando insieme a stretto contatto tutti i giorni, permette la crescita armonica della personalità e del carattere.

A scuole chiuse e con l’obbligo di stare a casa, molte famiglie si ritroveranno se i genitori sapranno dedicare il tanto tempo a disposizione al dialogo tra di loro e con i figli.

Tante coppie “scoppieranno” definitivamente, speriamo ricorrendo ad un civile divorzio e non ad un uxoricidio. Per contro, a bilanciare le perdite dovute alla pandemia, si potrebbe verificare un baby-boom: l’INPS, con tanti vecchi morti e tanti futuri versatori di contributi nati, accenderà un cero alla Madonna per grazia ricevuta!

Mai come adesso la solitudine dei vecchi, l’accudimento dei disabili, la vita raminga dei senza tetto e dei tanti immigrati, la tossicodipendenza di tanti ragazzi spiccano come problemi mal affrontati e irrisolti, drammi nel dramma della pandemia.

Tanta gente ha riscoperto i valori del buon vicinato, del darsi una mano. La vita in condominio sembra aver abbandonato i tradizionali atteggiamenti di insofferenza e di litigiosità endemica tra condomini: c’è chi si offre di fare la spesa per gli anziani, si canta tutti insieme in flash-mob sui balconi… e c’è anche chi presta il proprio cane al vicino per consentire a quest’ultimo un’uscita lecita da casa: classica furbata italica.

Al pubblico ludibrio vengono additati comportamenti stupidamente pericolosi che fino a pochi giorni fa sarebbero stati assolti con un sorrisetto complice scioccamente buonista, in ammirazione dell’astuzia. Quanti sono rientrati dal nord infetto o hanno avuto contatti con persone possibili portatrici del virus senza autodenunciarsi per evitare la quarantena sono classificati come untori. Se poi certe “leggerezze” connotano operatori sanitari o impiegati a contatto col pubblico, la crocifissione è assicurata. Anche la incredibile quantità di gente che corre per strada e nei parchi, o che porta a fare pipì otto volte al giorno il cane non è più tollerata: fino a qualche giorno fa il popolo italiano più che da eroi, santi e navigatori sembrava essere fatto di maratoneti e di dog sitter.

C’è ancora qualcuno che riesce di straforo a frequentare palestre compiacenti: certo che il passo da palestrati a palestronzi è breve assai. Per combattere comportamenti idioti come questi e per regolare l’accesso ai supermercati, dove intere famiglie continuerebbero ad entrare in massa senza guanti e senza la scomodità della mascherina per accaparrare di tutto – tranne le penne lisce, beninteso! – oltre alle forze di polizia è dovuto scendere in campo l’esercito! Stanno fioccando migliaia di denunce penali e di salate multe: chissà se con un po’ più di bastone e meno carota si riuscirà ad attivare le cellule cerebrali di certi individui.

Viene assolutamente esecrato il sistematico ricorso alla truffa e al furto di miserabili speculatori che non si fermano davanti a niente, lucrando sui presidi di protezione approfittando della paura della gente!

Andrà riformata quanto prima la struttura e la funzione dell’Europa Unita, che sta reagendo scomposta all’emergenza, permettendosi di sbeffeggiare l’Italia e di sottrarci financo i soccorsi mandati dalla Cina o di rubare carichi di presidi medici già pagati in transito nei loro paesi. L’atteggiamento borioso dei paesi occidentali e il nazionalismo becero dei paesi dell’est nei nostri confronti, con la mancanza di collaborazione e la chiusura delle frontiere sono stati puniti e di fronte al dilagare dell’epidemia l’Europa si è dovuta allineare al nostro modo di affrontare il morbo,            con goffe scuse tardive. Quello che ancora l’Europa fatica ad accettare è l’ammissione che Maastricht è stato un errore, così come tutta la politica monetaria che da quel nefasto accordo è derivata. Se quest’Europa continuerà ad essere un coacervo di nazionalismi prevaricanti, miranti solo al mantenimento di un regime economico che ha impoverito la gente e arricchito senza alcun merito banche d’affari e speculatori, incapace di esprimere un’unità politica interna e una politica esterna univoca, non ha senso tenerla in vita.

Quando questa situazione di emergenza sarà passata, nulla sarà come prima: se oltre ad aver imparato tutti a lavarci le mani come fanno i chirurghi avremo anche capito che la vita dell’Homo Sapiens continuerà solo ripensando il nostro modo di confrontarci con la realtà che ci circonda, con la riscoperta dei valori del rispetto, dell’amicizia e della collaborazione, ne saremo grati al Covid-19 e alla Grande Madre che ce lo ha mandato.

L.de Naro Papa

 

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