lunedì, 25 maggio 2020
image0

LE SCARPE RITROVATE

Print pagePDF pageEmail page

Dopo tanti dialoghi a senso unico con alberi e fiori, e parvenze di deambulazione in ciabatte, ieri ho inaugurato la Fase 2 riponendo gli stivali e indossando infine le scarpe per uscire. Non sono di cristallo (povera Cenerentola, chissà che tortura danzarci col principe biondocrinito), solo normalissime scarpe, ma con esse si è rinnovata l’arte di camminare e i piedi hanno ritrovato la loro funzione anatomica: fatti per camminare anche sull’asfalto e le basole delle strade cittadine. Che effetto strano (pur dietro la mascherina personalizzata) rivedere cavalcavia, rotatorie e segnali stradali, rimossi e scordati volontariamente per 62 giorni e 62 notti. Erano lì, immutati ma sotto una luce d’estate incipiente e una prospettiva di quasi normalità un po’ finta e titubante. E vedere persone e sentire voci reali non mediati da supporti tecnologici, indovinare sorrisi dietro il paravento e azzerare l’ansia, quella strizza allo stomaco a fase alterna che accompagnava il cielo grigio dei giorni di vita per delega.
Piccoli passi verso la normalità? Forse, o forse no.
Tante, troppe cose non tornano. Ad esempio, i problemi della monnezza (montagne di rifiuti ammassati sotto, sopra e intorno ai cassonetti), incertezza di tanti lavoratori che temono di non poter riprendere il filo della propria vita, esami di Stato “in presenza” a cinque metri di distanza (si ricorrerà forse ai megafoni?), questioni irrisolte sulla destinazione dei bonus che non arrivano a chi ne avrebbe davvero bisogno e le teste nascoste sotto la sabbia dalla moltitudine degli struzzi del politicamente corretto.
Una normale normalità, nulla di più e nulla di meno. È difficile scalfire abitudini e comportamenti consueti che rendono opaca la luminosità di questi giorni di maggio.
Allora decido di pensare solo a me con un atto di sano egoismo: ieri ho rimesso le scarpe e i jeans, mi stanno ancora bene, e mi godo questo cauto ritorno. Una soddisfazione da 50 centesimi (una volta, 1000 lire…). Nulla di troppo eclatante, ma sono ancora qui con l’intenzione di rimanerci insieme alle mie scarpe ritrovate.

Marisa Scopello

Condividi!