lunedì, 25 maggio 2020
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QUANDO L’ITALIA FUNZIONA

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Riceviamo e pubblichiamo il racconto del viaggio di rientro dall’Argentina di una cittadina modicana.

Sono una cittadina italiana, modicana. Vorrei farvi conoscere la mia esperienza personale, in piena emergenza Covid-19.

Per motivi familiari sono arrivata in Argentina, a Buenos Aires, il 29 di febbraio. Lì vive mia figlia con il marito e un bimbo di due anni. Per le prime due settimane è andato tutto come previsto, e la mia vita, insieme a quella della mia famiglia, si è svolta nel migliore dei modi, facendo io la nonna a tempo pieno, come è logico che sia vivendo così lontano dai propri affetti più cari. Col passare dei giorni anche il Governo Argentino ha dovuto fare i conti con l’evolversi della pandemia, e, come hanno fatto quasi tutti gli stati del mondo, ha dovuto prendere la decisione dolorosa di chiudere tutto; prima quella dell’autoisolamento per gli over 65 (di cui io faccio parte) e poi quella per tutti gli altri cittadini. Ricordiamoci che in Argentina la realtà socio-economica è molto peggiore che nei paesi occidentali e i poveri muoiono letteralmente di fame oltre che per il Dengue! Viste le notizie terrificanti che ci arrivavano dall’Italia, eravamo tutti preoccupatissimi e consapevoli dell’immane tragedia piombata inaspettatamente sulla testa di milioni di persone. Sono stata chiusa in casa dal 16 marzo, e, quando mi hanno cancellato i voli del mio ritorno, ho cercato in tutti i modi di fare un’assicurazione privata per tutelare la mia salute, non sapendo fino a quando sarei dovuta rimanere in Argentina. Invano. Lì l’assistenza pubblica è molto deficitaria; solo i cittadini più fortunati possono stipulare un’assicurazione privata.

A quel punto, contattando il Consolato Italiano, i funzionari mi hanno consigliato di registrarmi per il rimpatrio. Questo poteva avvenire rispettando chiare regole (rigidissime) in accordo con le disposizioni emanate dal Ministero degli Esteri e da quello dei Trasporti Italiani. Bisogna ricordare che il rimpatrio è una necessità assoluta e quindi rientra nei motivi validi per poter rientrare in Italia dall’estero.

Ho aspettato pazientemente quasi un mese. Mi è arrivata la comunicazione della mia partenza per il giorno 23 aprile, con volo speciale Alitalia insieme ad altri concittadini Italiani sparsi per l’Argentina. Ho appreso la notizia con sollievo e nello stesso tempo con dispiacere perché avrei lasciato a Buenos Aires i miei affetti più cari! Comunque sono stata protetta dal Consolato Italiano che ha fatto accordi con Alitalia, convertendo il biglietto del mio viaggio di ritorno. Così non ho dovuto spendere un solo euro. Naturalmente si poteva partire a patto che non si avesse alcun  sintomo sospetto o febbre.

Il mio viaggio, con itinerario Buenos Aires-Roma, Roma-Catania, Catania-Modica, è andato, direi, benissimo, rispettando tutti i protocolli di massima sicurezza da quando sono uscita di casa a Buenos Aires a quando ho varcato la soglia di casa mia a Modica. In aeroporto, in aereo, in taxi.

Arrivata a casa mia, mi sono attivata per ottemperare alle  pratiche obbligatorie per chi rientra in Sicilia dall’estero: registrazione sul sito della Regione Siciliana, registrazione all’ASP di appartenenza tramite il proprio medico di base e registrazione presso la Protezione Civile del Comune di Modica.

Sono in autoisolamento per due settimane dal 24 aprile, e, naturalmente, non posso avere contatti con nessuno; così, sempre con le dovute precauzioni del caso, il supermercato è autorizzato a portarmi la spesa a casa, il servizio di nettezza urbana manda una squadra speciale presso la mia abitazione e il funzionario del Servizio di Prevenzione dell’ASP di Ragusa mi telefona ogni due giorni per sapere come sto. Ho appena ricevuto il risultato del tampone che, fortunatamente è negativo, quindi ora potrò uscire.

Devo dire che nel caso della mia esperienza personale, e penso di quella di altri cittadini che si trovano nella mia stessa situazione, quando c’è una diretta collaborazione tra il cittadino e le Istituzioni le cose funzionano al meglio. Non ci lamentiamo sempre e comunque in questo periodo di grande incertezza e di difficoltà per tutti, anche per coloro che hanno la responsabilità di prendere decisioni per proteggere la nostra salute. ANDRATUTTOBENE!

Lilly Civello

 

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