lunedì, 25 maggio 2020
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NO, LA SCUOLA NON È PER TUTTI!

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“La scuola è aperta a tutti.  […] I capaci e i meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi. La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso.” Così recita l’articolo 34 della nostra Costituzione, uno degli articoli che assicura il diritto allo studio  ai cittadini come bene fondante accessibile a tutti: meritevoli e capaci privi di mezzi hanno diritto a raggiungere qualsiasi livello vogliano con l’aiuto dello Stato.

E’ chiaro che questo diritto in questi mesi non sempre è stato fruibile a tutti gli studenti, in molti territori del nostro paese addirittura è venuto proprio a mancare, specialmente in quelle aree più a rischio dove già la dispersione scolastica raggiungeva livelli inaccettabili. Gli aiuti a sostegno della Dad e i milioni di euro stanziati per i dispositivi non sono sufficienti, quello che non si comprende è ciò che realmente sta mancando a milioni di studenti e di giovani del nostro paese: un’opportunità!

Pochi giorni fa la nostra Ministra dell’istruzione Azzolina ha rilasciato delle belle interviste a canali molto gettonati da studenti e docenti con l’intento di rassicurare gli allievi su tanti aspetti che destano non poche preoccupazioni, in primis l’esame di Stato 2020! Una cosa che colpisce della nostra giovane Ministra, siracusana d’origine, è la sua positività, il suo ottimismo! Mi piace pensare che questo atteggiamento così solare e positivo derivi proprio dalle sue origini sicule. In questa lunga intervista la Ministra ha chiarito che tiene molto al rapporto diretto con gli studenti e con i docenti che in queste settimane hanno avuto l’opportunità di interagire direttamente con lei attraverso i social, contatti dai quali la Ministra stessa ha potuto trarre tanti spunti di riflessione. Spiega la Azzolina che la rete educativa si deve fondare sulla fiducia di tutti i soggetti interessati: famiglie, studenti e docenti sono stati fortemente chiamati ad una sorta di missione finalizzata alla formazione dei cittadini del nostro futuro. Se il governo ha chiuso le scuole è solo per tutelare la salute dei cittadini, ma è certo che la decisione sia stata sofferta. Poi ai milioni di maturandi chiarisce che la prova d’esame si terrà dal 17 giugno attraverso un colloquio unico che parta anche dall’esperienza di vita di questi ultimi mesi vissuti in emergenza. La maturità è una tappa necessaria per tutti e in particolare i maturandi 2020 avranno da vivere un’esperienza ancor più unica da poter raccontare con orgoglio un giorno. Ecco, le parole della Ministra stupiscono, sembrano così cariche di speranza, così sentite, sembrano però appartenere ad un altro mondo;  chi lavora a contatto diretto con la realtà sa benissimo che i fatti sono altri… Eppure lei da ex docente potrebbe capire che le sue parole sono molto lontane dalla realtà delle nostre scuole, infatti sono molti gli studenti che non ce l’hanno fatta e hanno deciso di gettare la spugna già il 5 marzo, ragazzi fragili, con problematiche sociali e familiari che a stento la scuola riusciva ad affrontare per salvare il salvabile. Famiglie disgregate, disadattate, disagiate culturalmente ed economicamente, monoreddito e con situazioni di precarietà vicine alla sopravvivenza… Cosa dice la nostra bella Ministra di questi “ultimi”? Come si pone di fronte al grossissimo problema delle disuguaglianze sociali così acuite da sembrare infinite? C’è un divario più grande tra chi ha potuto e chi invece è stato sommerso da tutto, ma certamente è meglio non badare a chi è rimasto là sul fondo in attesa che qualcuno magari gli porga un braccio per risalire. Si, forse sarebbe meglio pensare solo a chi ha le possibilità che ci vogliono per andare avanti, d’altronde è la maggioranza che fa testo! Ho l’impressione che questo divario socio-economico sarà il prossimo metro di misura degli anni che verranno, gli scampati al covid e i fragili relitti della società, già perdenti prima e annientati dopo da un nuovo mostro fanatico che non guarda che la classe sociale di appartenenza e le origini, per non dire il portafoglio…

Graziana Iurato

 

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