lunedì, 25 maggio 2020
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BUTTANISSIMA MODICA

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Denunciare. Denunciare le fogne politiche in cui siamo impantanati, la merda che inzacchera scarpe e pizzetti di tante fogge, a Palermo come a Modica, e i teatrini di pupi che fanno solo piangere.
La nomina geniale che illumina la cultura siciliana è il tema del giorno togliendo interesse per la vicenda di Silvia Romano. Questa è adesso la protesta da cavalcare, perché l’attenzione tornata su fatti e misfatti di Palazzo dei Normanni richiede, più che polemiche, denunce sul modo di intendere il fare politico di Musumeci. Fare politico? Scusate il termine usato in modo inappropriato. Questo non è “fare politico”, è arroganza di potere. Chi può condividere la scelta di un leghista armato di elmo cornuto al siculo assessorato alla cultura? Solo i quattro cani di mannara che gestiscono poteri più o meno occulti. Li conosciamo nell’area iblea più o meno tutti, tanti baroni rampanti di lungo corso che spiccano nel panorama di succube acquiescenza, mentre Sebastiano Tusa si rivolta nella tomba. D’altronde, noi siciliani siamo abituati a calare la testa (e i pantaloni) quando “passa la china”…
Dicevo siciliani, ma i modicani no, giammai. A Modica si respira l’aria di una felice isola nell’isola. Qui, a Modica, si vive lietamente in pace e letizia per l’atmosfera idillica, per la quale bisogna rendere grazie sempre e comunque alla “gestione Abbate” reiterata dal secondo mandato, osannato da insospettabili e trasformisti intellettuali che lodavano la piazza stracolma del penultimo comizio. Dimenticabile il commento che accompagnava la foto perché, secondo l’estensore, la presenza di tante persone era un esempio di democrazia popolare (già, come le folle oceaniche sotto il balcone di Palazzo Venezia del Ventennio…).
Ci vorrebbe un novello Ambrogio Lorenzetti per affrescare una parete intera di Palazzo S. Domenico con un’altra “Allegoria del Buon Governo”! Due anni di I…ntelligenza A…rtificiale, due anni di presenzialismo esasperato, di scelte che hanno dell’incredibile: dalla moquette sotto gli alberi di Corso Umberto alla maniacale (motivata e immotivata) estirpazione o capitozzatura di essenze arboree con gusto sadico, dagli sfregi ai monumenti della città divenuti supermercati abbaglianti di luci fredde (il Palazzo degli Studi) alle mostruose mostre di amici degli amici e feste private in luoghi pubblici. Dribbling da campione, i suoi, nel silenziare un dibattito impegnativo come quello del termovalorizzatore di Zimmardo Bellamagna, nonostante le proteste di Pozzallo e di tanti modicani (alcuni hanno ricevuto larvate minacce…).
L’amore per la bellezza del paesaggio ibleo gli è tanto caro quanto lo è stato per la D.C. che ha costruito ecomostri alle porte di Maganuco. Insomma un guitto e un burattinaio che giornalmente diverte i cittadini con le sue battute di venditore della medicina per calli, accompagnato da ineffabili consiglieri e assessori nani, e da una claque comprata a suon di favori su un proscenio che, ultimamente, si tinge di luci calde e fredde, così è se vi pare, mentre l’opposizione se la tocca con la pezza dello schifamento superiore.
Ho finito di rileggere Pietrangelo Buttafuoco e il suo “Buttanissima Sicilia”, non mi ha sconvolto, ne vedo ogni giorno gli esiti in questo nostro angolo d’isola e me ne dolgo e me ne rammarico. Buttanissima Modica.

Marisa Scopello

 

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