lunedì, 25 maggio 2020
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E ODIO FU

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Quasi tre mesi chiusi in casa protetti dalle sue mura ma certamente non dalle informazioni che sono entrate con forza a farci compagnia, non dalla porta principale, bensì da uno o più schermi.

Un’informazione che ha letteralmente martellato la mente di ogni singolo essere umano, animale o vegetale da essiccare completamente cervello, istinto e radici, perchè tutto ha favorito il degrado sociale, l’amorevolezza agli animali, l’acqua da dare a bere alle piante, al loro posto solo veleno nelle bocche.

Ma come ho da sempre affermato sin dall’inizio di questa pandemia e continuo a sostenere, nulla accade per caso. Tutto quello che ci viene dato ha un costo ben preciso: la libertà.

Già, la libertà di pensiero, di parola, di culto, d’espressione, di circolazione, di lavoro, di salute, di spensieratezza, di amare, persino la libertà di essere felice che insieme a tante altre che non ho menzionato, presto verranno eliminate anche dal vocabolario.

Trattati tutti come insicuri e malviventi, accusati di non rispettare le regole, elemosinati e poi multati per questo, gli esseri umani si sono visti e sentiti trattati come delinquenti, il tutto però a fin di bene: proteggere il prossimo dal virus ma nello stesso tempo, infettarsi di cattiveria da donare a tutti coloro che, indistintamente buoni o cattivi, hanno lavorato senza più fiato.

Aprire, chiudere, riaprire, uscire, non uscire, lavorare, non lavorare, distanziare, potenziare, distribuire, allontanare, baciare, non baciare, abbracciare non abbracciare, partire, non tornare, tamponi, mascherine, igiene, al primo posto, insieme a questi verbi del senso essere, sempre la cattiveria.

Che sia proprio questo il non caso?

Tutti cattivi e senza cuore, questo è lo scopo di chi vuole fare dell’uomo e di ogni cosa, una macchina.

Una macchina che con accettazione viene guidata da mani fredde e dure, facilmente punibile se cambia rotta.

La mia certezza, è il mio pensiero e non quello che mi è stato offerto senza che io l’abbia chiesto.

E certezza e pensieri miei, si sono ancora di più ratificati in me quando coi miei occhi ho visto le fredde ossequiose presenze ma mostrate alla grande a tutti insieme all’acquistata libertà, dopo 18 mesi di prigionia, di Silvia, la giovane volontaria liberata “dai servizi segreti” e atterrata a Ciampino dove l’attendevano proprio il giorno della festa della mamma, fra i suoi genitori e la sorella, in tanti.

Come in tanti poi l’hanno attesa al suo arrivo a Milano ma qui, diversamente non protetta dal contagio, dallo sciacallaggio della gente, dall’informazione, dalla paura. Una punizione forse per aver causato fastidio a qualcuno? O semplicemente un dato di fatto per accentuare e tastare l’odio e il razzismo che stanno prendendo il sopravvento al posto dell’amore per l’umanità?

Non meritiamo certamente questo, ma questo è quello che ci spetterà in un futuro molto prossimo e già alla porta, qualcuno ha deciso per noi e noi lo stiamo aiutando col peggiore dei modi.

Io di questo, impotente, ho paura!

Sofia Ruta

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