venerdì, 7 agosto 2020
l'editoriale di Luisa Montù

L’ODIO VINCE, IL CERVELLO PERDE

Print pagePDF pageEmail page

Si dice che questa pandemia abbia fatto comprendere alla gente il valore della solidarietà, perché una crisi porta le persone a compattarsi per far fronte, tutte insieme, al nemico comune. Macché!

Mai come in questo momento è esploso l’odio. Odio sociale. Odio raziale. Odio fine a se stesso. E, facciamo attenzione, più accanito contro le donne. Giuliano Paganini, Jolanda Occhipinti, Francesco Azzarò, Rossella Urru, Paolo Bosusco, Claudio Colangelo, Greta Randelli, Vanessa Marzullo. Questi sono i nomi di alcuni volontari, uomini e donne, rapiti in Africa negli ultimi anni e tornati in Italia. Grazie al pagamento di un riscatto, s’è detto, ma non si è mai puntata l’attenzione sul suo ammontare o su chi l’avesse pagato. Era normale, giusto, doveroso. Poi, in piena pandemia, è tornata a casa Silvia Romano. La cattiveria degli italiani si è manifestata in tutta la sua magnificenza. Era andata per aiutare, per fare del bene. Era andata in Kenia, il paese più tranquillo dell’Africa. Quando è stata rapita e portata in Somalia gli italiani hanno manifestato sgomento. Se fosse morta, avrebbero innalzato peana per lei, come è d’uso nell’ampolloso linguaggio dell’italica ipocrisia. Ha commesso però il peccato di tornare e questo non le è stato perdonato. L’odio si è forse scatenato per la sua conversione all’Islam? In un altro momento nessuno ci avrebbe fatto caso. Fabrizio De Andrè rimase prigioniero a lungo, sequestrato da pastori sardi. Quando tornò perdonò i suoi sequestratori e persino li giustificò, continuando ad amare la Sardegna, amandola forse anche più di prima. Nessuno lo considerò un traditore. Oggi c’è solo la necessità di vomitare insulti, di trovare un bersaglio per un odio che cova dentro di noi e che ha bisogno di esplodere, qualsiasi motivo, valido o no, è buono.  Si elucubrano sul personaggio storie capaci di renderlo inviso. In fondo, se le cazzate le sparano persino i giornalisti, perché non lo può fare un blogger qualsiasi o un comune frequentatore di social? Allora avanti a chi la spara più grossa. In questo modo pure la verità suona come una bufala. E comunque della verità non importa proprio a nessuno.

Abbiamo notato invero, come si è detto, che l’attività degli odiatori da tastiera si esplica prevalentemente nei confronti di donne. Recente è il caso della giornalista Giovanna Botteri, criticata perché durante i suoi interventi televisivi non si presentava perfettamente truccata, pettinata e magari coi tacchi a spillo! Ma un giornalista deve essere bello o bravo? Noi credevamo bravo. Solo che la Botteri è una donna e pare che oggi la donna non sia più considerata un essere pensante ma un pupazzo da guardare e basta.

E dire che un giorno le donne, rendendosi conto di essere loro a mandare avanti la famiglia, avevano ritenuto che lo stato di sottomissione nel quale per secoli erano state relegate andasse combattuto! Perché essere considerate inferiori quando nella realtà erano l’asse portante di una struttura da sempre molto complessa e delicata? Gestire una famiglia, compreso lo stipendio portato a casa dal marito, è forse più facile che gestire un’azienda o persino uno Stato? No, proprio no! Si ribellarono, pretendendo un posto di parità nella società e dimostrarono di saper affrontare brillantemente qualsiasi ruolo. Ora che è successo? Perché ci sono anche le donne a vomitare odio contro una Giovanna Botteri o una Silvia Romano? Allora non sono migliori degli uomini come credevano! Perché dunque oggi viene loro negata la parità nella considerazione sociale se sono così poca cosa esattamente come gli uomini? No, si pretende solo che siano bambole belle e senz’anima.

Non riusciamo a capire, siamo confusi. Cosa dice il croupier quando la pallina si ferma nel momento in cui la roulette smette di girare? Il nero vince, il rosso perde. Nella roulette della nostra società l’odio vince, il cervello perde.

 

Condividi!