mercoledì, 15 luglio 2020
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LA FASE DELLO SFASAMENTO

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Letteralmente, abbiamo fatto fuori la Fase 1 e la Fase 2. La 3 sarà qualcosa in più della speranza che ci ha spinto ad accettare i doveri verso noi stessi e gli altri? Sempre distanziandoci (ma forse non vale per tutti) riaprono museo e biblioteca, riprendono aperitivi e granite e funzioni religiose. Una ripresa a macchia di leopardo, ma definirei il disegno che viene fuori non quello della maculata bellezza del nobile felino, sembra invece la giustapposizione di tante pezze, stinte e cucite con un incerto punto rammendo per occultare gli strappi della mancata visione d’insieme, dell’assenza di programmazione lungimirante di Palazzo S. Domenico. È che la cosa pubblica una ne fa e cento ne pensa. No, al contrario: la Piazza Mediterraneo a Marina di Modica solo pedonale; no, parcheggio; sì, ma solo nelle zone blu. Spenniamoli ‘sti modicani senza contemporaneamente dispiacere agli esercenti di quell’area, in vista di elezioni, riconferme e favori.
Perché gli illuminati amministratori sono – senza saperlo – fedeli fan del “particulare”. Pensate che questo termine sia offensivo e alluda alla posteriore parte anatomica? Tranquilli, è solo un’espressione di Guicciardini, intellettuale cinquecentesco navigato nei fatti  della politica e dell’agire umano, che sapeva gli interessi privati celati dietro intenzioni lodevoli per accattivarsi il consenso degli allocchi (in buona e mala fede).
A questo punto, il senso letterale citato all’inizio si amplia connotandosi di un significato più appropriato: siamo fuori fase, cioè sfasati. Il Palazzo per i fatti suoi, la città e i cittadini anche, e non lamentiamoci per le risse che spesso rallegrano il Corso e i suoi abitanti. Nello sfasamento modicano, mentre gli spettacoli d’altro genere (teatro, musica) non interessano a nessuno, attori e cantanti si arrangino, noi abbiamo il bel teatrino di cartone riciclato con marionette e burattini di quart’ordine.

Marisa Scopello

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