mercoledì, 15 luglio 2020
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QUARANTENA SÌ QUARANTENA NO

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Quarantena sì, quarantena no, mascherina sì, mascherina no, guanti sì, guanti no, il punto non è solo questo però.

Tra batti e ribatti tante sono le parole che sono state dettate, ordinate, ridette, eliminate, giudicate, spopolate.

Certo non è facile di questi tempi capire cosa è giusto fare. Ognuno si sta attrezzando per come può, cercando di non sbagliare il passo sia se cammina per strada da solo sia che lo faccia in compagnia.

Ma così, tutto a un tratto, quando un attimo prima ti hanno mostrato solo morti di coronavirus, medici e infermieri in trincea, bare senza nomi e militari e poi persone, bambini, lavoratori, anziani, chiusi tutti dentro ogni forma di casa, ti dicono che puoi iniziare piano piano ma senza strafare, ad uscire o a lavorare e un attimo dopo, come se niente fosse accaduto, ti dicono ancora che puoi uscire, andare a lavorare velocemente, senza guardare neppure l’ora o i giorni festivi, ti dicono o ordinano di riaprire tutte le attività commerciali anche se in molti non sanno neppure come ricominciare. Teste confuse, vigili e forze dell’ordine in giro, multe, bonus, dipendenti, non dipendenti, cassa integrazione, ritardi, quattro amici al bar, non di più, asporto, non asporto, compro, ceno, pranzo, attento! mascherina in bocca, signora i guanti, per favore posso andare in bagno? No, sennò poi devo igienizzare, disinfettare, sanificare!

Ecco l’altro punto!

Facile da capire con un semplice esempio: se viene a casa un amico di tuo figlio o un’amichetta della tua bambina, oppure anche semplicemente tua sorella e ti chiede gentilmente di usufruire del bagno, perché ne ha bisogno, tu che fai?

Sicuramente ti prodighi perché si senta a proprio agio e anzi offri la tovaglietta di bucato fresco per le mani, saponetta nuova e poi, appena esce dal tuo bagno, pulisci e disinfetti subito, ma questo lo facevi anche prima di adesso che sei reduce da questa pandemia e hai paura, non lo facevi prima e subito davanti al diretto interessato semplicemente per educazione, ma quando andava via disinfettavi tutto. L’unica libertà che abbiamo acquistato è proprio questa: non avere paura di disinfettare tutto quello che tocca un altro.

Ecco, tutti vogliono lavorare, tutti vogliono i loro negozi, bar, ristoranti, sale giochi, palestre, pieni e aperti al pubblico, tutti dicono che si atterranno a tutte le normative e a tutte le regole, anche se non si capisce bene per quanto tempo o se per sempre, tutti si lamentano e hanno anche ragione, perché per riprendersi la vita e ricominciare a lavorare con meno pensieri ossessivi di quelli attuali, ce ne vorrà di tempo. Di tutti questi tutti però, sono in tanti che con regole o senza regole, controlli o non controlli, al solito, lo facevano prima e lo fanno ancora adesso, si rifiutano di dare un servizio necessario che, per giunta, in ogni luogo pubblico, è obbligatorio.

E allora, se proprio avete voglia di denunciare qualcuno per una qualsiasi sciocchezza che vi porta ad essere cattivi, denunciate chi vi nega il bagno, perché è un diritto esigerlo e un dovere per tutti offrirlo, pulito, igienizzato e sanificato. Chi nega questo servizio necessario per la salute di ogni singolo cliente, solo perché poi lo deve pulire, non merita di lavorare né di prestare un “mezzo servizio” a persone che gli portano il pane fin dentro casa.

Il diritto di essere rispettato, ecco, cattivi si può esserlo solo quando questo rispetto non si riceve e denunciare, in questo caso, è anche un obbligo.

Sofia Ruta

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