venerdì, 7 agosto 2020
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NOI, LORO, I NOSTRI FIGLI E LA SCUOLA

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Difficile capire se a settembre la riapertura delle scuole porterà buone nuove.

Facile però è capire che la nostra amata scuola italiana non potrà mai fare un grande salto di qualità se tutt’attorno il resto è marcio come lo è diventato da tempo.

Il presupposto è che ogni costruzione solida inizia dalle fondamenta e alla scuola italiana le fondamenta mancano tutte.

Dimentichiamo troppo in fretta quanto i governi precedenti hanno tolto all’istruzione (come pure alla sanità), e anche l’educazione civica se mi permettete. Sicuramente lo si è provato da tempo e in tutti i modi a rendere gregge la nuova generazione.

Si possono rattoppare le scuole, dimezzare e distanziare gli studenti ma se non se ne costruiscono di nuove, continueranno a cadere a pezzi e se, come in ogni luogo che si rispetti, non toglieranno coloro che si sono da sempre cullati rimanendo fermi a trent’anni fa e soprattutto se ognuno non lavorerà onestamente in ogni ruolo che gli compete, tutto rimarrà come prima, anche le scuole e la pena per i nostri figli.

Già, tanti, anzi tantissimi sono gli stanziamenti per l’istruzione di cui si parla in questi giorni, i finanziamenti, i fondi europei e nazionali che saranno adottati per la riapertura delle istituzioni scolastiche a settembre.

Dicono che non dovranno più esserci classi pollaio, che la digitalizzazione entrerà dalla porta principale e gli studenti adotteranno nuovi metodi istruttivi. La prova generale è stata effettuata proprio durante il lock down ma molti non ce l’hanno fatta a correre dietro alla digitalizzazione e per molti intendo anche maestri, maestre e professori, solo i più giovani e competenti nel settore, il resto ha avuto bisogno di aiuto da parte dei loro figli o amici.

Intanto gli studenti sono stati i primi a perdere tutto durante la pandemia, nei giorni odierni e nel prossimo futuro e se, al posto di essere sballottolati a destra e manca, non daranno o faranno per loro il meglio, verranno ritenuti studenti per metà. Ma i nostri figli meritano di essere all’altezza degli studenti degli altri Stati ed è inconcepibile pensare che magari saranno usati ancora una volta solo per essere denigrati a livello europeo o anche mondiale e solo perché l’Italia è un paese rimasto fermo negli anni, soprattutto è un paese che si è prestato a fare da cavia per ogni singola cosa, ricevendo in cambio fondi e promesse ma perdendo sempre di dignità umana.

Quindi, non è che gli studenti italiani non sono pronti ad affrontare la riapertura scolastica con le nuove misure di prevenzione e le nuove regole che stanno nascendo insieme a tutte le altre, in conformità a questa grande crisi post pandemica, quelli che non sono pronti, sono loro, chi ci governa, anzi, soprattutto gli oppositori che stanno dentro al governo perché nel trambusto sono rimasti ancora tutti là, insieme, appassionatamente e dispregiativamente, sia chi vorrebbe finalmente cambiare l’Italia, sia chi la vuole paralizzare come da sempre ha fatto, lottando adesso, come fosse un gioco, per tutte le cose che prima loro stessi hanno tolto ai nostri figli.

Ma voi, siete mai stati in un qualunque paese europeo vivendoci per qualche tempo e soprattutto guardando ogni singola struttura pubblica o privata e prendendone poi l’esempio?

Non credo proprio, perché lì le regole si rispettano da sempre, chi studia ha da subito un lavoro nella società, in Italia prevale il privato potenziato da chi ha più ricchezza, il povero non va mai avanti e ogni struttura da sempre è nata dalle bugie e dalle persone false, cosa che negli altri paesi non accade, almeno fra loro stessi, per gli altri, prima di tutto contano i cittadini del loro paese, il resto, freddamente, viene dopo.

Apritele le scuole sì, ma apritele sane in partenza, non sprecate l’economia nazionale e mondiale per sentirvi parte integrante dell’Unione Europea senza essere capaci di  esserlo. Non eravamo pronti allora e non lo siamo neppure adesso; prima di farci accettare dall’Europa e dal mondo intero, dobbiamo lavorare per accettarci noi per primi e, per farlo, dobbiamo deporre le armi dell’ingordigia, mettere la mano sul cuore, posandola poi sul capo dei nostri figli, l’unica vera grande economia che può rendere il nostro paese sano e libero da qualsiasi virus.

La più grande pandemia in Italia e nel mondo è l’uomo, corrotto, razzista, bugiardo e cattivo: se riusciamo a sconfiggerla, abbiamo vinto, altrimenti tutto tornerà e rimarrà come prima.

Apritele le scuole a settembre, ma fate respirare i nostri figli un’aria pulita, costruitele nuove e riempitele di modernità e di equilibrio ma non metteteci cemento armato, non costruite muri ma apritele al sole.

Sofia Ruta

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