venerdì, 7 agosto 2020
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VAI COL CEMENTO, LALLALLÀ

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Dice un saggio proverbio cinese: “Falla comu vuoi, è sempri cucuzza”.
Sarò la saravaggia sciclitana, sarò scorretta nei confronti di chi detiene il potere (tutti i tipi di potere), sarà che da decenni e decenni mi sono scontrata con l’ottusa mentalità di chi sostiene che ci sono buonissime ragioni nel comportamento altrui per me imperscrutabili, ma la fissa di alcuni (tanti) modicani doc per il cemento non mi cala, neanche a dosi massicce di citrosodina. Il fatto? È davanti agli occhi di tutti coloro che non fanno gli struzzi: l’area fitness che si sta sistemando nel parco a mare di Marina di Modica. E dai, che c’è di male? Respirare e muoversi su una base musicale tra gli alberi e il profumo del timo selvatico che abbonda (abbondava…) sulla scogliera adiacente al lungomare è cosa buona e giusta: muoversi sulle sconnessure della sabbia e della roccia è molto scomodo.
Ma è il principio fondante che non funziona; inondare di cemento sotto forma di area fitness o di catonzi è la fissazione di quella mentalità che stigmatizzo, una fissazione che viene sommessamente criticata da chi ha creduto in questa amministrazione di calcestruzzo (con la spocchiosa lungimiranza del grande indicatore di vie progressive) oppure taciuta tout court.
Quarant’anni fa ho salvato il mulucucco antistante la mia casa dal “pensiero” di cui parlo: “Qui ci farei una bella spianata di cemento” disse il mastro del momento. L’ho salvato e non mi sono mai ricreduta.
Oggi, nonostante la quasi totalità dei devoti all’undicesimo comandamento della legge mosaica, sono dello stesso parere: che si cementifichino le loro case lasciando gli scogli, la sabbia, i mulucucchial loro posto e la Natura alle sue bellissime sconnessure.
Tanto lo so, le cucuzze modicane resteranno sempre tali.

Marisa Scopello

 

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