venerdì, 7 agosto 2020
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GRAN FINALE?

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All’inizio della pandemia, quando il virus “coronato” non aveva ancora il nome di Covid19, tutti ci siamo dovuti rendere conto che non si trattava di un’influenza un po’ più fastidiosa del solito, ma di un malanno particolarmente subdolo. Dopo quasi otto mesi dalla sua comparsa in Europa, i ricercatori non hanno potuto definire in modo esauriente tutte le caratteristiche infettivologiche di questa bestiaccia, motivo per cui ogni giorno arrivano notizie di nuove vittime non più solo ottuagenarie, di ricadute di persone dichiarate guarite, di riaccensione di focolai.

In principio la gente ha preso l’obbligo di stare in casa e di uscire solo per vere necessità un po’ come una novità, non piacevole ma comunque intrigante, un po’ come un gioco di ruolo… tutti a farsi il pane in casa, tutti a cantare sui balconi, bambini impegnati a preparare striscioni con l’arcobaleno e con lo slogan “andrà tutto bene”. Tanto poi arriverà l’estate e tutto finirà, a partire da questo stato di vacanza coatta. L’estate è arrivata, c’è voglia di vacanze vere ma no, ancora non si può tornare a fare tutte le cose che si sono sempre fatte in branco. Spiagge, movida e discoteca mascherati e ben distanziati… che goduria!

Lasciando da parte tutte le diatribe sull’origine e sulle responsabilità dell’epidemia, dalla punizione divina alle ipotesi complottiste, quello che sembrava essere solo l’ennesimo avvertimento all’umanità di farla finita con i comportamenti predatori e irrispettosi delle leggi della natura, si sta rivelando quale possibile soluzione finale ai problemi che il genere umano continua a provocare generando squilibri fatali.

Già da qualche decennio si assiste ad un continuo erodersi dello stato di salute mentale umana. Ci siamo persi strada facendo i valori più preziosi: l’amicizia, la solidarietà, la collaborazione, la misericordia. Ora comandano la cupidigia, la diffidenza, l’odio viscerale, la sopraffazione.

Nel bene e nel male tutte queste specifiche doti quasi esclusivamente umane ci sono sempre state, e ciclicamente hanno preso il sopravvento le une sulle altre. Dopo catastrofi naturali devastanti c’è sempre stata la rinascita, dopo guerre spietate è sempre tornata la pace e la ricostruzione: sono leggi di natura anche queste.

Adesso però il gioco si è fatto molto più pesante.

Fino a qualche anno fa, terremoti ed eruzioni, uragani e tsunami, siccità e carestia colpivano prevalentemente aree periferiche del pianeta e si abbattevano su popolazioni povere, potenzialmente pericolose solo perché molto prolifiche. E noi civilizzati abbiamo preso queste cose un po’ sottogamba…

Poi l’uragano su New Orléans, lo tsunami in Indonesia, il disastro nucleare di Fukushima sono da considerare eventi esemplificativi di come la Natura maltrattata cominciasse a fare sul serio nei confronti dei distruttori dell’equilibrio planetario.

Anche i comportamenti mentalmente deviati sono aumentati in modo esponenziale: atti di terrorismo inauditi non più solo ispirati da ideologie politiche, ma dettati da fanatismi incoercibili: razzismo, omofobia, religione.

A questo degrado della qualità della vita, a questa corsa verso il baratro l’umanità sta reagendo con l’esasperare i comportamenti pericolosi per l’intera specie. Il negazionismo e la proterva ignoranza irrisoria di troppi “potenti” totalmente dementi, – quasi tutti, ahimè, democraticamente eletti – nei confronti delle voci disperate di coloro che hanno precisa coscienza di ciò che sta accadendo sono devastanti.

La selezione naturale operata con l’aumento delle deficienze di intelletto spazzerà via i cretini che danno incentivi statali a chi compra un monopattino, e farà strage di quest’ultimi che useranno senza criterio un mezzo di trasporto privo di sicurezza e di norme d’uso in mezzo al traffico urbano. Similmente, comportamenti stupidi come indire manifestazioni di piazza dove farsi selfie senza mascherina, abbracciati ai propri supporters, arrivare alla rissa per il possesso di un catonzo portaombrellone a Marina, o andare a cercare compagnie prezzolate, manderanno letteralmente a puttane tutti gli sforzi e i sacrifici fatti sinora.

Il Covid19, invisibile ed impalpabile, si è infiltrato nei meccanismi del sistema e dall’interno ci sta mangiando vivi. Non a caso la pandemia si è sviluppata in città popolatissime e molto inquinate, e si è diffusa grazie ai frequenti viaggi non solo di turisti, ma anche di manager e di affaristi. Alcune certezze, come ad esempio la sanità, che nel mondo occidentale è passata quasi completamente in mani private non sempre pulite, sono crollate. Solo l’abnegazione e il sacrificio del personale sanitario coscienzioso sta reggendo il peso mostruoso della pandemia, a fronte di conclamate inefficienze organizzative, di miopi previsioni e di vergognose frodi.

Dopo la strage dei vecchi, che sono la storia e la saggezza del popolo, il virus minaccia implacabilmente i giovani: non solo per la possibilità di ammalarsi, ma perché le misure che inevitabilmente vanno adottate per rispettare le norme igieniche che hanno una validità provata contro il contagio, determinano la quasi totale impossibilità di fornire loro un servizio scolastico decente. La tecnologia digitale non può sostituire il contatto ed il confronto diretto tra allievo e maestro, che è più utile e formativo di qualunque videoconferenza. Tra l’altro, almeno per quanto riguarda l’Italia, la qualità dei collegamenti e la diffusione della rete è talmente disuguale e carente, che perfino i media televisivi nazionali continuano ad avere una pessima qualità dei servizi via Skype.

La certezza della crescita economica fondata su produzione e consumo ad alti costi ecologici, già minata da bolle speculative e da accaparramenti della ricchezza, sta avendo il colpo di grazia per la stasi prolungata di ogni attività lavorativa che debba essere svolta col contatto tra persone. Gran parte delle riaperture frettolose hanno causato la ripartenza dell’epidemia che in America, grazie a delinquenti irresponsabili come Trump e Bolsonaro, è ormai senza controllo.

Quando avremo un vaccino o delle cure mirate efficienti, il virus finirà di far danno, ma ci vorrà ancora molto tempo. E non solo il Covid19, ma anche Ebola, SARS, influenze aviaria e suina e HIV, che continuano a circolare e a colpire i comportamenti imprudenti a tutti i livelli.

Siamo ormai fuori tempo massimo, ma se sapremo approfittare dei supplementari smettendo di prendere per minorata Greta Thunberg, risparmiando energia e acqua, non abbattendo foreste, mangiando meno carne, sporcando meno e utilizzando meglio quel po’ di cervello che ci è rimasto, quelli che sopravvivranno saranno pochi ma buoni, si spera…

Chi vivrà vedrà.

 

L. de Naro Papa

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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