venerdì, 7 agosto 2020
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PAURA E VERGOGNA. COSA VINCERÀ?

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Ne vogliamo parlare? Come no? I giornali nazionali ne sono già pieni e Modica torna a far parlare di sé con le cronache boccaccesche che farebbero ridere anche i polli se non ci fosse un risvolto umano complicato dal virus che pretende ancora vittime.
Ci sono di mezzo temi antichi quanto il cucco, come l’amore mercenario, la libertà di gestire la sessualità a seconda dei propri gusti, la paura di un’incontrollabile diffusione del virus tenuto a bada con la gran fatica di tutti, la solita immagine della donna la cui dignità è oggetto di barzellette dei tanti maschi alfa beta gamma e giù, fino all’abiezione dell’omega. In questo caso non si tratta solo di puntare l’indice contro una donna perché escort (o puttana, se si preferisce), è anche extra extra comunitaria l’esotica peruviana, un’orchidea discendente di Atahualpa che beve chicha (la birra di mais) e si veste nei colori sgargianti degli abiti Quechua. Ai gentiluomini modicani che si sono giaciuti con lei sarà interessato qualcosa del suo retaggio? Non credo proprio. A loro sarà interessata la “bruna areola” del suo incarnato, hanno fatto finta di avventurarsi in passi di salsa dicendole “te quiero mucho”? Conoscendo la squisita sensibilità amatoria dei campeones nostrani, hanno pagato la tariffa del servizio standard credendo alle battute da copione del suo lavoro, soddisfatti del brivido caldo, ma…
Il dubbio ora serpeggia e corrode la loro sicumera dopo che da Foligno è giunta la notizia del suo essere positiva al COVID-19.
Si autodenunzieranno? Sono già diventati veicolo di nuovi contagi? È stata lei a infettare i clienti o viceversa? Non si saprà mai. I modicani continueranno a recitare il “mia grandissima colpa” durante la messa alla quale partecipano con moglie e figli ignari al seguito, la bocca di rosa del Callao sarà additata come la peccatrice di una sera. Amen.

Marisa Scopello 

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