venerdì, 7 agosto 2020
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L’ATTESO RITORNO

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Et  voila! Eccomi ancora tra voi, figliole e figlioli.

Ve lo dissi che sarei ritornato! Per la verità non sono mai andato via!

 “Ancora un poco e non mi vedrete, un altro poco e mi ri-vedrete!”

Per due semplici ragioni.

Prima ragione: io sono troppo forte e, anche, troppo mutevole. Quando pensate di avere già predisposto la difesa, io avrò già mutato natura e tattica.

Seconda ragione: siete deboli, troppo deboli voi.

Per un’altra ragione ancora: siete in troppi a voler prendere decisioni. Se qualcuno pensa di poter decidere, già ci sono pronti, tanti altri, a mettere in forse le decisioni del qualcuno.

Si aggiunga che nonostante il decisore sostenga che vi siete comportati bene, io so che le difese approntate hanno lasciato scoperti tantissimi varchi attraverso i quali mi è stato e mi è facile passare oltre,  ed apprestare altre armi ad offesa, contro di voi.

Le distanze. Il distanziamento è  stato osservato da tutti o quasi, poi dai molti, poi dai meno molti, poi dai pochissimi, poi da pochi, poi …

Le precauzioni. La mascherina. Io la indosso, tu la indossi, lui la porta al braccio destro,  l’altro al sinistro, l’altro ancora sotto il mento, l’altro pencolante da un orecchio, l’altro…niente.

I  locali pubblici.

Al bar. Pensate voi che qualche barista possa pensare e dire al cliente: “Lei perché non indossa la mascherina? Si accòmodi fuori, se non ce l’ha!” – Il bar  ha perduto già il cliente…!

In chiesa. Ad es. a San Pietro di Modica. Nei posti a sedere, i banchi sono contrassegnati con dei post.it.  Tre posti.it, in ogni banco, in corrispondenza del posto. In occasione della celebrazione di un rito funebre, “na missa ‘e muortu”, per intenderci, due cristiani maschietti prendono posto ai due estremi del banco e lasciano scoperto il posto in mezzo. La distanza è assicurata. Arrivano, dopo un po’, un marito e una moglie (due coniugi, insomma) e magari dopo essersi guardati intorno, non trovando di meglio, pur di sedere accanto, l’una accanto all’altro, che fanno? Si fanno largo e occupano il posto al centro e siedono accanto “vicini-vicini”. Hanno occupato il terzo posto, quello di mezzo: essendo una coppia, però, si stringono. Non hanno occupato due posti, ma solo il terzo posto in due. E la distanza?

Potrei continuare all’infinito nell’elencazione della casistica. Ma vi tedierei e mi dareste del pignolo. Sempre zziccusuquesto!

Chi scrive queste “fesserie” non è un virologo (siete persone intelligenti e di cultura, l’avevate già capito!), non è un immunologo ecc., è solo un vattelappesca qualsiasi che pensava (e pensa ancora) di sapere come sarebbero andate le cose, in Italia almeno! Un po’ d’esperienza degli uomini e… delle donne, italiane. Oggi guai a fare differenza di genere. Io personalmente non faccio distinzioni, prendo tutte e tutti. Mi raccomando. Vanno nominati femmine e maschi, sempre distinguendo però, i due generi: parità di genere. Ecco allora: studentesse e studenti, dice la ministra. L’onorevole dice: compagne e compagni.  Scusate, questi, è vero, non ci sono più. E quindi solo amiche e amici, signore e signori. La precedenza comunque alle donne, sempre!  Non esistono più nemmeno le… signorine. Ci sono solo le peruviane; anzi solo la peruviana. Quella arrivata a Modica, e rimastaci solo per il tempo di lasciare la sua traccia e portarsi invece le sue “trecce” a Foligno.

A presto. Ci risentiremo. Non è ancora finita!

Alla ripresa delle lezioni con il nuovo anno scolastico.

Vostro coronavirus.

coronavirus

 

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