mercoledì, 29 Giugno 2022

IL GIROTONDO DELLE MASCHERE

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Ed eccoci qui, gli ultimi giorni di “leggerezza estiva”, tiepida illusione di una vita quasi tornata alla normalità, una normalità che in verità sembra tutta da ricostruire.

E si discute di scuola: decreti, indicazioni, protocolli di sicurezza, linee guida, comitati tecnici che dicono, ministri e minestroni, dirigenti in panne e genitori preoccupati di un futuro prossimo non certo rassicurante.

Tra i problemi maggiori, mai come questo inizio anno scolastico vede in primo piano il problema “sicurezza”, un dilemma che viene fuori da una scarsa cultura della prevenzione già radicata da decenni nelle scuole italiane, di fatto da sempre non “in regola” per spazi e ambienti per la didattica. Il 6 agosto 2020 è stato sottoscritto il Protocollo di Sicurezza per “garantire” l’avvio dell’anno scolastico nel rispetto delle regole di sicurezza “anti Covid 19” previste nel D.M. 39/2020. Questo documento specifica che qualora le attività didattiche si svolgano in locali esterni all’istituto scolastico, gli enti locali e i proprietari degli edifici ne dovranno certificare l’idoneità in termini di sicurezza e con specifica convenzione dovranno essere definite le responsabilità della pulizia e della sorveglianza di detti locali con piani accertati e monitorati secondo le singole emergenze. A sua volta, per supportare gli enti locali in interventi urgenti di edilizia scolastica per l’adattamento e l’avvio dell’anno scolastico 2020/2021 il  D.L. 34/2020 ha destinato nel piano di gestione n. 11 del Fondo Unico, denominato Fondo per le Emergenze, 30 milioni di euro per il 2020, contributo che sarà ripartito tra città metropolitane, province e comuni con popolazione scolastica pari o superiore alle 10.000 unità, quindi, sulla base del numero di studenti, tale somma sarà distribuita per attuare gli interventi di adattamento. In questo Protocollo dunque si prevede che devono essere sviluppati “Patti educativi di Comunità” tra enti locali e comparto scolastico, così da attuare una sinergia operativa che possa riattivare spazi utili alla didattica, qualora gli istituti ne richiedano l’utilizzo. Quello degli spazi e della sicurezza è uno dei numerosi problemi nodali che tutte le scuole si troveranno ad affrontare nei prossimi giorni, questioni di fondamentale necessità che il governo ha avviato solo nella seconda decade di agosto, col fiato sul collo, come se le strutture scolastiche fossero già pronte, come se tutto fosse attuabile con una semplice bacchetta magica chiamata “Protocollo di sicurezza”! Inoltre, possiamo tutti intuire dalle ultime repliche e indiscrezioni che ancora una volta nel nostro paese assistiamo al gioco così comune dello “scarica barile”, un’attività che i nostri politici sanno attuare benissimo, sono maestri in questo: il ministero scarica al Comitato tecnico scientifico che a sua volta riscarica alla Commissione di Sicurezza che scarica alle regioni che a loro volta delegano le province e i comuni che delegano i dirigenti che protendono nuovamente il problema alle regioni e così via… Non so come si potrebbe chiamare questo gioco del girotondo mascherato, e intanto siamo a settembre e milioni di bambini e ragazzi aspettano delle risposte concrete da adulti confusi e molto ansiosi che, come spesso accade, per loro  non sanno edificare certezze solide e speranze concrete!

E poi diciamo che i nostri giovani sono fragili e senza carattere, ma siamo proprio certi che i confusi in verità siano loro?

Graziana Iurato

 

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