mercoledì, 29 Giugno 2022

I MALI DELLA SICILIA

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Ecco che i politici in Sicilia insieme a quelli del resto d’Italia, stanno giocando carte false pur di farsi una campagna elettorale di primo piano in vista delle elezioni e del referendum che si terranno il 20 e 21 settembre di quest’anno.

Lanciano sassi, anzi macigni, per colpirsi a vicenda, ma questi stanno cadendo tutti sulla testa dei cittadini di ogni regione italiana.

Stanno usando gli immigrati come se fossero delle cose da sballottare e denigrare, li stanno facendo apparire tutti infettati da covid e a spasso per le città senza essere controllati. Stanno istigando all’odio e al razzismo il popolo siciliano che di per sé è da sempre un coacervo di genti immigrate nel corso degli anni, anzi dei secoli. Più di tremila anni di storie di uomini che l’hanno conquistata, vissuta, amata, una piazzola di sosta per i più assetati.

Eppure i siciliani hanno il cuore molto grande proprio per le mille culture diverse che hanno fuse nell’anima e nell’amore per la propria terra e per ogni figlio che ci nasce. Sono però proprio per questo molto sfortunati, perché tanti di quelli approdati e radicati su questa terra non sono mai usciti dall’isola per dare un occhiata al mondo, non si rendono conto che è finita l’era del padrone, dell’io sono io e decido io sennò vi punisco chiudendovi tutti in casa, lavandosi così le mani di tutti gli errori fatti volutamente e addossandoli ad ogni isolano.

Non sono i migranti il problema della Sicilia, l’unico grande problema che pesa sulla testa dei siciliani è la politica corrotta e sporca che da sempre infesta ogni istituzione pubblica o privata che fa parte della società, dall’istruzione fino ad arrivare alla sanità, dove tutto funziona solo per chi ha un amico o un parente in politica.

A proposito di politica, elezioni e referendum stanno ancora una volta penalizzando i nostri figli che hanno bisogno di una buona e corretta scuola.

Tutti si stanno lamentando del fatto che i banchi monoposto non arrivano ancora, litigano per ogni regola imposta di cui nessuno vuole assumersi la responsabilità, nessuno sa chi deve misurare e quando la temperatura ai docenti, a tutti gli operatori scolastici, agli alunni. Nessuno sa come dovrà comportarsi, nessuno sa a cosa stanno andando incontro i nostri figli, nessuno sa, ma pensa al lavoro che dovrà abbandonare se non potrà praticarlo e seguirlo insieme al figlio chiuso in quarantena a casa, ma intanto in Sicilia le scuole inizieranno con dieci giorni di ritardo per colpa delle elezioni che proprio nessuno vuole rimuovere dai plessi scolastici (ma perché non le tengono nelle tante aule o stanze comunali, visto che ormai la maggior parte degli utenti richiede tutto e riceve tutto per via telematica e gli impiegati possono lavorare da casa?).

Molti, in ogni luogo di lavoro, hanno avuto una cattiva scuola, una scuola che li ha abituati a dare il minimo indispensabile pretendendo uno stipendio sicuro, adesso che tutti devono lavorare in ogni luogo con correttezza e competenza nessuno vuole responsabilità ma pretende di addossarle all’altro. Uno scaricabarile insomma.

Ma i siciliani meritano davvero questo? I figli di adesso e quelli futuri saranno capaci di cambiare questa mentalità contorta che proprio non se ne vuole andare dalla testa di tanti e li rende tutti cattivi e capaci solo di addossare colpe a chi vuole migliorare la scuola, la sanità, le istituzioni tutte?

Il problema in Sicilia non sono gli immigrati, il problema più grande sono i siciliani stessi e proprio loro lo devono risolvere, iniziando ad alzare la testa e a pretendere un diritto che appartiene a tutti: l’istruzione per i figli al primo posto, da non confondere mai con la politica, perchè si può appartenere a un partito diverso ma essere tutti uguali fra esseri umani, senza avere pretese e neppure giudicare, solo amare quello che si dice e quello che si fa per se stessi e per gli altri.

Non è un sogno, potrebbe diventare una bella realtà, basta crederci e attuarlo in ogni luogo e tutti insieme.

Sofia Ruta  

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