venerdì, 30 ottobre 2020
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IMPRESSIONI D’AUTUNNO

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Non vuole morire, non si rassegna. Tra un lampo e uno scroscio di pioggia, fa sentire ancora il caldo pigro e sciropposo d’agosto.
Nonostante ottobre sia avanzato con le botti colme e le mosche moribonde, l’estate di zanzare e grilli occupa ancora un angolo del trono e dice “scánsati” all’autunno.
Ma già il confine dei giardini mostra le rosse foglie dell’uvetta e le noci cadono a terra mature.
Comincia il tempo dei dialoghi silenziosi, delle sere lunghe, delle castagne arrostite; tempo malinconico di riflessioni sull’esaltante e tragico senso del vivere, del morire, spesso eroico, quasi sempre anonimo. E dentro l’anima scegliere parole che arrivano “in un istante, senza farne soffrire nessuna”. Perché d’autunno anche la sofferenza diventa lieve come il fruscio delle foglie morte, come certe assenze che non urlano più dentro e si lasciano andare con un sorriso triste. Distanze reali e metaforiche che non insegnano, si avvolgono soltanto in sudari di rimpianto sentimentale…

Marisa Scopello

 

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