venerdì, 30 ottobre 2020
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INVIDIA ASSASSINA

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“Da psicanalista noto che le persone sono sempre più sole e inseguono frustrate la propria autoaffermazione, senza dar valore al legame con l’altro. Così l’invidia diventa una passione della nostra epoca […] La nostra è la civiltà dell’Io: amplifica l’odio invidioso verso gli altri e venera gli oggetti come fonte di salvezza. Oggi è motivo di sofferenza non poter godere di quanto gode chi ci circonda: all’occhio dell’invidioso la felicità e il godimento altrui sono assoluti; e lui ne è escluso”. Questo sentimento distruttivo, afferma ancora lo psicoterapeuta Massimo Recalcati, si può annullare solo se si riesce a guidare l’invidioso a non credere troppo negli oggetti e soprattutto nel proprio Io.

Ma a mio parere è una meta difficile da raggiungere, direi quasi impossibile al giorno d’oggi. Abbiamo innescato un meccanismo incontrollato che ci porta ad alimentare solo sentimenti di diffidenza e odio verso il prossimo, il quale spesso è identificato come un nemico.

Questa intervista fatta tempo fa allo psicoterapeuta Massimo Recalcati si può davvero considerare quasi un monito inascoltato da tanti che invece alimentano invidia e rabbia verso il prossimo in ogni istante della loro esistenza. Ne è prova purtroppo ciò che è accaduto lo scorso 21 settembre a Lecce, città che ha assistito all’omicidio cruento di due fidanzati attuata da uno studente di scienze infermieristiche di 21 anni, il quale dichiara che sarebbe stato mosso non da un movente personale ma dovuto all’invidia per i due fidanzati, per la loro felicità. Questo terribile omicidio ha sconvolto tutti, una vera follia incomprensibile a qualsiasi mente “normale”, uccidere una coppia solo perché “troppo felice”!

Ma a che punto siamo arrivati? Non riusciamo più ad uscire dal nostro EGO smisurato! Siamo e viviamo solo per noi stessi, un’esistenza narcisistica che vive una continua affannosa ricerca di like, di consensi che ormai sono il solo nutrimento che cerchiamo. Ogni aspetto del sociale ci induce ad alimentare quell’eccentrico narcisismo che diventa amore morboso di noi stessi e degli oggetti che ci fanno sentire divini, oserei affermare quasi immortali! Mi domando cosa abbia generato questa dilagante e spasmodica invidia del prossimo. Non trovo altre risposte se non nella rivoluzione sociale e comunicativa che da anni ormai continua a generare solo solitudine, egoismo, indifferenza e odio sociale. E mi domando se ancora una volta anche quel: “Nessuno si salva da solo” e i forti richiami alla fratellanza e all’amicizia sociale di un Pontefice rimarranno una solitaria voce inascoltata nell’infinito deserto del disinteresse e dell’egoismo in cui viviamo.

Graziana Iurato

 

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