venerdì, 30 ottobre 2020
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STRATEGIE MUSICALI ANTI-COVID: IBLA ENSEMBLE

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Ci si lamenta spesso delle poche opportunità artistiche e culturali che il nostro territorio offre e della conseguente grande fatica che i nostri giovani talentuosi debbono sostenere nella loro terra per far emergere ed apprezzare le proprie capacità artistiche.

Per nostra fortuna però esistono delle realtà che smentiscono quanto appena detto.

Una di queste è l’Ibla Ensemble, orchestra d’archi di recente formazione, un esempio concreto di valorizzazione dei talenti del territorio, nata nel nostro e dal nostro territorio, inteso come bacino di talenti.

La sua costituzione risale all’aprile 2019, quando 15 professori d’archi degli istituti ad indirizzo musicale e del liceo musicale della provincia, affiancati dagli alunni più meritevoli, hanno dato origine a quella che oggi sarebbe diventata l’Ibla Ensemble, una giovane orchestra d’archi stabile in provincia di Ragusa. Portare avanti un’attività, in ambito musicale, con un organico così numeroso era una sfida che solo l’entusiasmo e la passione della nuova compagine, appoggiata anche da un certo consenso, hanno potuto preservare.

Oggi l’Ibla Ensemble annovera nel suo breve curriculum più di 20 concerti ed eventi sempre caratterizzati da una forte componente comunicativa e didattica oltre che da un repertorio assai vario, che passa dalle sonorità barocche, ad arie d’opera, a brani di musica moderna e contemporanea. I concerti dell’Ibla Ensemble non sono mai semplici concerti ma occasioni di crescita, conseguita attraverso momenti di spettacolo, ironia, curiosità, nell’intento di avvicinare quanto più possibile il pubblico alla musica classica.

Secondo il parere del presidente della formazione, il Maestro Pietro Vasile, solo la crescita culturale di un territorio potrà portare ad un beneficio collettivo e dunque a condizioni sostenibili per l’arte e la musica.

Continua ancora dicendo che l’Ibla Ensemble è un sogno di condivisione artistica che diventa “realtà”, in un contesto in cui gli archi possono essere orchestra anche oltre le mura scolastiche dei nostri importanti istituti di formazione artistica e musicale.

Aggiunge il Maestro Vasile che, allo stato attuale, l’Ibla Ensemble si è costituita in associazione culturale e, pur avendo un direttivo che la guida, continua ad essere motivo di crescita, sperimentazione e continua ricerca per tutti loro. Un grande laboratorio in cui ci si riunisce, si studia, si propone, ci si ascolta… Le prove sono momenti in cui gli allievi, suonando insieme a musicisti professionisti, studiano e fanno esperienza anche oltre la formazione liceale, cosa che per gli archi non è proprio così scontata, soprattutto in un ambiente in cui le orchestre di fiati sono ben delineate da una grande tradizione bandistica.

La stagione estiva è stata caratterizzata da una serie di concerti che si sono tenuti a Ibla nelle sere d’agosto, ogni sera con location e repertorio diversi, dalla musica classica a quella contemporanea, ma sempre contraddistinti da una grande energia e passione che ha coinvolto decisamente anche il pubblico. Ho chiesto al nostro presidente Maestro Vasile, quale fosse, dopo una stagione così intensa, il sogno dell’Ibla Ensemble… Le sue parole sono a dir poco eloquenti: “Il nostro sogno è sicuramente conservare il nostro folle entusiasmo verso la musica ed il territorio; essere parte di un panorama culturale stabile e in continuo fermento con degli ingaggi che possano far restare qui i nostri giovani musicisti; avere un pubblico interessato che ascolti e accolga le nostre “bizzarrie”, come l’ultima produzione su Beethoven, in cui abbiamo fatto parlare lo stesso compositore attraverso il suo testamento spirituale.”

Il testamento di Beethoven è stato infatti il protagonista dell’ultimo evento musicale dell’Ibla Ensemble, che ha avuto luogo a Ragusa Ibla ai Giardini Iblei e a Catania al Museo Diocesano rispettivamente il 3 e il 9 settembre 2020. Quest’anno ricorre infatti il 250° anniversario della nascita del grande musicista tedesco e l’Ibla Ensemble ha voluto celebrarlo proponendo uno spettacolo alquanto suggestivo in cui l’esecuzione di celebri brani, quali l’Inno Alla Gioia, il secondo movimento della settima Sinfonia e il Concerto per Pianoforte e Orchestra n.1 op.15, è stata alternata alla lettura di alcuni passaggi del famoso testamento, magistralmente recitata dall’attore austriaco Wolfgang Steindl. Special guest della serata il Maestro Vincenzo Pavone, il quale ha diretto ed eseguito il primo Concerto per Pianoforte. Riportiamo di seguito l’ultimo passo del testamento:

“[…] Raccomandate ai vostri figli di essere virtuosi, perché soltanto la virtù può rendere felici, non certo il denaro, parlo per esperienza. È stata la virtù che mi ha sostenuto nella sofferenza. State bene e amatevi.

[…] Addio, non dimenticatemi del tutto dopo la mia morte, io merito di essere ricordato da voi […] Siate felici.”

In particolare i nostri artisti hanno voluto puntare l’attenzione sull’ultimo passaggio del testamento, non solo per promuoverne il significato umano, ma anche perché lo hanno fatto proprio con l’impegno e la devozione per la musica. Come tutti sappiamo Beethoven soffriva di una grave forma di sordità, la quale però, dopo alterni momenti di sconforto e disperazione, gli ha permesso di raggiungere un livello musicale ineguagliabile. Il suo immenso amore per la musica non lo ha fermato, ma gli ha consentito altresì di sfidare se stesso, le proprie capacità e i propri limiti, riuscendo addirittura a superarli. Grande esempio di come un handicap sensoriale, di per sé devastante e invalidante, come la sordità quasi assoluta, possa diventare strumento propulsore per raggiungere ambiti creativi inimmaginabili in condizioni di salute normali. Questa è stata ed è la grandezza di Beethoven, che lo ha reso immortale, motivo per cui ancora oggi lo ricordiamo, ascoltiamo e ci emozioniamo. “Siate felici”… un monito e un invito per i nostri giovani, come a dire: impegnatevi per raggiungere i vostri sogni, nonostante i limiti, le difficoltà, i fallimenti, le paure, perché solo dando il massimo avrete la possibilità di esprimere ciò che sentite, il vostro animo, il vostro talento, e di conseguenza sarete felici.

E possiamo ben dirlo! Il messaggio di Beethoven è stato più che mai il motore di propulsione della nostra giovane orchestra; in piena stagione musicale, con tutti i problemi legati al perdurare dello stato di emergenza anti-Covid, quando nessuno ci credeva e tanti eventi, musicali e non, sono saltati per ovvie ragioni, la resistenza e la resilienza dell’Ibla Ensemble è stata a dir poco eroica; nonostante le enormi difficoltà dovute alla strenua ricerca delle location, luoghi per le prove, sponsor e collaborazioni, fondi per produzioni stabili e continuative, non si sono arresi. Ore ed ore di prove e di studio, sostenuti soltanto dalla loro incrollabile passione per la musica, ci hanno regalato nelle serate di agosto a Ibla, momenti di indimenticabile emozione e leggerezza; per qualche ora la spensieratezza ha avvolto i nostri animi, messi a dura prova dal lungo periodo di lockdown.

A questo proposito, dunque, possiamo affermare che la musica ancora una volta, più di ogni altra forma d’arte, è servita da antidoto agli effetti collaterali della pandemia. Anche in questo frangente di grande incertezza e sofferenza, le parole di Beethoven ci sono state di insegnamento perché, come già lo era stato per lui, la musica ha prevalso sulle avversità, facendo rifluire l’armonia e la speranza nei cuori.

Milena Di Martino Russo

 

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