lunedì, 30 novembre 2020
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CI HA LASCIATO GIANNI MOLÈ

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Lo scorso 31 ottobre ci siamo svegliati con una triste notizia, la scomparsa di Gianni Molè, segretario provinciale dell’Assostampa. Una notizia che ha sconvolto tutti i colleghi. È deceduto all’Ospedale Guzzardi di Vittoria. Il Coronavirus lo ha portato via anche se sulla sua morte, in atto, si cerca chiarezza visto che la Procura della Repubblica di Ragusa ha aperto un’inchiesta. Capo ufficio stampa all’ex Provincia Regionale di Ragusa, vittoriese, punto di riferimento del giornalismo in provincia, aveva 61 anni. Da circa 10 giorni aveva accusato sintomi da Covid-19 ed era stato ricoverato nell’ospedale ipparino. Ha lasciato la moglie e due figlie. Pochi lo sanno, ma la mia conoscenza con Gianni Molè risaliva agli inizi degli anni ‘80. All’epoca nessuno di noi era ancora giornalista. Ci conoscemmo a Ragusa, durante un incontro tra i giovani della Democrazia Cristiana. Io, lui e Giovanni Mauro. C’erano altri ragazzi, ma lui e Mauro mi rimasero impressi (forse anche io a loro), visto che dopo anni ci siamo rincontrati e abbracciati come se quei pochi incontri avessero saldato un’amicizia. Più avanti Giovanni Mauro diventò un politico di rango (mai manifestò nei miei controlli sindrome da piedistallo), io e Molè giornalisti (fui tra coloro che lo votarono, successivamente, nelle elezioni per la segreteria provinciale dell’Assostampa, quando fu eletto insieme alla compianta Loredana Modica). L’empatia tra di noi era forte. Confesso che era quasi sempre lui a telefonarmi, spesso per conferme di notizie sportive ma erano chiamate piacevoli: “Ciao Saro, ciao Giannuzzu”.Gianni se ne è andato a 10 anni esatti da un’altra importante figura del giornalismo siciliano, Loredana Modica, appunto, deceduta il primo novembre del 2010. Lo voglio ricordare divertito, mentre io suonavo e lui ballava e scherzava con le colleghe giornaliste in occasione dei festeggiamenti in onore del nostro patrono, San Francesco di Sales, organizzati da Pinella Drago a Scicli. Un grande dolore. Ciao Giannuzzu!

Saro Cannizzaro

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