lunedì, 30 novembre 2020
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E STICAZZI!

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Ma che hai fatto, Gigi? Te ne sei andato così, il giorno del tuo compleanno, senza avvisare, senza che ci potessimo preparare. E poi, proprio in quest’anno così triste per tutti, quando solo la tua ironia aveva il potere di strapparci il sorriso? E sticazzi, come ti sei permesso? Tu lo sai che hai fatto piangere tanta gente, così come per anni l’avevi fatta ridere? E di piangere, proprio in questo maledetto 2020 bisestile, non avevamo davvero bisogno! “Chi nun sa ride m’insospettisce” dicevi. E adesso? Magari il Padreterno è uno che non ride e allora che fai? Torni giù?

Questo avrebbero voluto dire gli italiani apprendendo della morte di Gigi Proietti, persino increduli, perché un personaggio così non può, non deve morire. Ma un giorno si muore. E’ il destino dell’uomo, persino di quello che aveva vissuto tutta la vita con ironia e aveva dispensato il sorriso a tanta gente e regalare il sorriso è come dare una medicina, un ricostituente potente, che dà la forza di andare avanti, di affrontare le battaglie della vita con rinnovata energia.

Della sua grandezza di attore di teatro e anche di cinema non intendiamo parlare qui: in tanti l’hanno fatto e ancora lo faranno per chissà quanto tempo, perché è stato un pilastro dell’arte scenica, quindi sarebbe inutile. Noi vogliamo ricordare l’uomo, il personaggio, il romano, il romanista che per seguire la sua squadra spostava persino le prove a teatro, il Meo Patacca che parte per la guerra ma come esce dalle mura della sua citta già si sente esule in terra lontana. Vogliamo ricordare qualcuno che non abbiamo mai incontrato di persona eppure abbiamo sentito vicino, che ci ha aiutato tante volte permettendoci di aggrapparci alla sua benefica ironia.

Ciao, Gigi, nessuno mai ti dimenticherà.

Lum

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