lunedì, 30 novembre 2020
porky

SCENARI AMERICANI REALI POSSIBILI IMMAGINARI

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Donald Trump vs. Joe Biden

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Trump accetta la vittoria di Biden e rinuncia alle azioni legali minacciate e al ricomputo dei voti: come da prassi consolidata dalla tradizione, invita alla Casa Bianca il neo presidente e si congratula con lui di presenza.

Civilmente concorda i tempi e i modi per il passaggio delle consegne, compresa quella della mitica “valigetta nera” coi comandi per scatenare la guerra nucleare. Melania accompagna la nuova first lady a visitare la dimora presidenziale per darle modo di conoscerne l’organizzazione e per poter decidere di eventuali ristrutturazioni.

Dopo un tè di commiato e i saluti di rito, i coniugi Trump cominciano mestamente a fare i bagagli per tornare nella Trump Tower a New York.

2

Trump insiste a non riconoscere in Joe Biden il nuovo presidente, e i suoi avvocati procedono nelle azioni legali denunciando brogli in molti stati dell’unione, pretendendo l’annullamento dei voti postali e un nuovo controllo di tutte le schede, fino ad arrivare a chiedere l’annullamento della tornata elettorale fidando nel giudizio inappellabile della Corte Suprema, solidamente in mani repubblicane.

Una buona parte del partito repubblicano però dissente da questa azione, che giudica quantomeno imbarazzante e sostanzialmente perdente: si chiudono i cordoni della borsa e Trump non riceve più i finanziamenti che gli permettono di pagare i costi di tutto l’ambaradam legale che ha messo in piedi.

Abbandonato dai suoi e travolto dai debiti, nottetempo lascia furtivamente la Casa Bianca da un’uscita posteriore, tenendo tra le braccia uno scatolone di cartone coi suoi effetti personali.

Privato dell’immunità presidenziale, ed anche dell’Air Force One, la fuga in Brasile dall’amico e sodale Bolsonaro non gli riesce: braccato dall’FBI, viene scoperto rintanato nello sgabuzzino delle scope del suo Trump National Golf Club di Potomac in Virginia, grazie ad una soffiata di un ex agente del KGB fedelissimo del viscido Putin che, vista la mala parata, ha gettato alle ortiche la veste filotrumpiana.

Arrestato, viene processato e condannato per i numerosi reati fiscali commessi. Negli USA frodare il fisco non è tollerato, Al Capone insegna. Assodatone lo stato di mentitore cronico, cosa imperdonabile agli occhi anche dei suoi elettori più fedeli, l’America lo pianta in asso, e la sua immagine di galeotto in tuta arancione viene impietosamente sbattuta su tutti i media mondiali.

3

Nonostante gli sforzi a lasciare Washington con un minimo di decoro da parte di Melania, ma soprattutto di Ivanka che si sente prima presidente USA donna in pectore, vincente nella sfida che tra quattro anni la vedrebbe candidarsi contro la neo- vice ed astro nascente dei democratici Kamala Harris, persa la battaglia legale e buttato a mare dai repubblicani, Trump viene portato via a forza dalla Casa Bianca dalla Guardia Nazionale, in stile Sgarbi.

Melania, come da accordo firmato quattro anni fa quando si è trovata inopinatamente first lady, è finalmente libera di chiedere il sospirato divorzio.

Constatatone lo stato delirante, che conferma la vox populi mondiale che da anni parla di evidente stato di demenza, il povero Trump viene internato in una casa di cura specializzata.

Come andrà a finire? Si accettano scommesse.

Furbizie e tempismo

Nella furibonda strategia trumpiana per la rielezione, visto il grosso impaccio creato dalla pandemia “cinese” gestita in modo criminalmente folle, ha trovato grande risonanza la promessa del vaccino, che sarebbe stato presentato proprio il giorno delle elezioni. In tanti ci hanno creduto, come quelli che per fideismo cieco sono arrivati al punto da iniettarsi in vena la candeggina, ma alcuni miliardi di umani hanno   pensato di essere davanti alla fake new estrema.

Il 4 novembre, election day, nessuna traccia del promesso vaccino ed estrema incertezza sul risultato elettorale. All’arrivo dei dati che danno vincente lo sfidante Biden, Trump ne inizia la campagna di contestazione a tutto campo, denunciando truffe e brogli che i suoi legali con estrema fatica riescono a sostenere.

Ma ecco un aiuto ormai insperato: cinque giorni dopo la Pfizer annuncia di aver terminato la sperimentazione di un vaccino anti Covid efficace al 90%! Le Borse volano e Trump riacquista un po’ di credibilità. Ma è un aiuto o un mettere le mani avanti con la futura nuova amministrazione?

Questo tatticismo però viene azzoppato una settimana dopo dall’annuncio di un vaccino efficace al 94,5% sperimentato con successo dalla Moderna, altra grande farmaceutica statunitense. Rispetto al vaccino della Pfizer ha anche il vantaggio di poter essere conservato alla temperatura di -20°, accessibile a qualunque sistema di refrigerazione, al posto degli 80 gradi sottozero richiesti dall’altro. Anthony Fauci, l’immunologo di fama mondiale che ha fatto parte della task force anti-Covid messa su da Trump e che, per aver contestato sia l’approccio al problema della diffusione del virus che alla terapia consigliata con l’idrossiclorochina, si è guadagnato il pollice versopresidenziale, gli ha dato il suo imprimatur.

Questo lo scenario in cui si cerca di combattere il virus, ma è anche quello che vede lotte di predominio economico e politico che, a giudizio del popolo, nulla ha a che fare col bene comune.

Un colpo al cerchio Biden ed uno alla botte Trump… ne vedremo delle belle quando arriveranno sul mercato i vaccini europei e quelli asiatici, cinesi in testa.

Se ci arriviamo vivi.

Kazzandra

 

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