lunedì, 25 gennaio 2021
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FINISCE UN’ERA DI ERRORI E DI ORRORI?

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Stiriamo il collo per superare gli ultimi giorni di un anno abominevole tra le luci di un albero di Natale che brilla in solitarie serate svogliate tralasciando consuntivi al negativo per tutti, dalle metropoli al più sperduto villaggio di capanne. Fingiamo di essere allegri come i colori accesi di rosso e oro delle stelle di Natale ma non lo siamo. La luce in fondo al tunnel non è ancora del tutto visibile; manca qualcosa. Ma cosa? Il vaccino forse; il miracolo di svegliarsi una mattina e sentir annunciare da angeliche trombe la fine della pandemia? Oppure, in tempo di oroscopi, affidarsi agli astri? Effettivamente, e da molto tempo, c’è in questo ambito poco scientifico una speranza: il 2020 ha chiuso l’Età dei Pesci e, a partire dal 21 dicembre da poco passato (con la congiunzione planetaria di Giove e Saturno), inizierà quella dell’Acquario. Anche la profezia trinitaria di Gioacchino da Fiore parlava di una palingenesi con l’Età dello Spirito, ma l’attesa hippie è più affascinante: l’abbiamo ascoltata e cantata con “Hair” e il suo attacco “When the Moon is in the seventh house…”.
Quando spopolava si era immersi nelle giungle vietnamite tra agguati di Vietcong, sanguisughe e crepitare di mitra. L’Età dell’Acquario era di là da venire e ci si aggrappava al sogno della pace universale mentre Nixon e lo scandalo Watergate entravano nella galleria dei misfatti di “grandi” statisti.
Oggi, tramontati tanti carismatici lestofanti, quel sogno è più valido che mai: niente guerre, niente sopraffazioni, rispetto per la Natura, ritorno a un equilibrio amorevole e di ascolto per chi soffre, per chi non ha le stesse chances di coloro che sono sani, cura dei bambini e dei più fragili. Senza l’integralismo dei figli dei fiori, sarebbe un bene tornare a sentire l’erba che cresce, annusare, con uno spirito nuovo, la fioritura del calicanto che ora sta cominciando a riempire l’aria della sua fragranza.
Si avvererà davvero questo sogno? Ci saranno tolleranza e verità, e l’amore guiderà le stelle, i pianeti, gli uomini? Ci sarà la liberazione mistica delle menti e sparirà l’ipocrisia meschina? Forse sarebbe il caso di prepararsi partendo da noi stessi, rivedendo tanti comportamenti sbagliati, dettati esclusivamente da interessi personali.
Il nuovo anno non è lontanissimo, anche se avere la certezza che tutto possa essere diverso da un giorno all’altro cambiando calendario e girando pagina è mera utopia.
Però è bello pensare che il 2021 abbia germogli più verdi, e sarà un regalo speciale da scartare per questo Natale perché, aprendolo, ne salterà fuori una scintilla di speranza; perché, dopo le esperienze negative accumulale quest’anno, forse la vita è più bella vista a distanza. Buone feste a tutti.

Marisa Scopello

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