lunedì, 25 gennaio 2021
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CON LA SCUOLA CHE SI FA?

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Scuola sì, scuola no: questo è il vero dilemma.

Ed eccoci di nuovo alle prese con il dilemma che più di ogni altro ha veramente destato numerose polemiche e controversie in tutto il periodo del covid, polemiche aggravate di certo dalle bizzarre misure adottate al riguardo da questo governo molto impreparato sul tema e oserai dire adesso anche molto fiacco e terribilmente stanco. I banchi con le rotelle sono stati la prima ricetta risolutiva ideata dal nostro Ministro Azzolina che di certo non ci ha mai delusi per fantasia e temerarietà, subito dopo il cosiddetto “Personale covid” (estinto subito) doveva risolvere il problema della scuola con doppi e tripli turni. In seguito, così di punto e in bianco, qualcuno ha capito che era più giusto passare dalla mascherina a singhiozzi alla mascherina permanente in classe per tutti, con termo scanner e igienizzante a fiumi durante le pause. Ma nonostante questi esperimenti e tentativi molto dissennati, i numeri hanno imposto che si ritornasse nuovamente in Dad per le superiori, poiché il qualcuno di turno ha detto che il vero grande problema erano i giovani, quindi bisognava bloccarli in casa perché principali veicoli del virus, che si trasmetterebbe con molta facilità sui tram e sugli autobus stracolmi di studenti. Insomma direi proprio che di confusione ce n’è stata nel mondo della scuola, e oggi non mi sembra che le cose siano cambiate più di tanto. Si continua col dilemma delle aperture, al 50% al 70%, il 7, il 18 gennaio, di mattina, di pomeriggio, nei festivi, in estate. Ma ancora una volta, e oserei dire ripetutamente, si continua a sbagliare, si continua a non considerare la vera emergenza nella sua più ampia complessità, e si pensa di far ripartire la grande macchina dell’istruzione così con un semplice invito del Ministro che ribadisce con queste parole: “E’ tra i banchi di scuola che si ricostruirà il nostro futuro”. Davvero belle parole, brava il nostro ministro, bravi tutti coloro che con le parole e basta hanno gestito questi mesi orribili, ma, ahimè, i fatti sono altri, i numeri parlano chiaro! Mi domando se qualcuno dei nostri governanti abbia mai ascoltato veramente cos’hanno da dire gli studenti, i dirigenti, i docenti, gli stessi personaggi che durante tutti questi mesi sono stati trattati come squallide marionette. E perché mai ascoltare i diretti interessati, è corretto indossare ancora i paraocchi e sperimentare strategie e sortilegi vari, così, dettati ancora dall’ultimo di turno che sogna una scuola che non è, una scuola che non sarà mai più se non riprenderà energia dai suoi diretti attori che soli possono ideare strategie efficaci di ripartenza, perché sanno di cosa si parla e conoscono dall’interno le pecche da riparare.

Graziana Iurato

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