lunedì, 25 gennaio 2021
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CON LO SPIRITO DI UN CICLISTA

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Iniziare l’anno nuovo con lo spirito di un ciclista che, nel trial, studia l’ostacolo successivo in surplace, è quanto ci si aspetta da noi. Certo, stiamo uscendo da un periodo che ha messo a dura prova la nostra resistenza, gambe rotte e cuori ammaccati non guariscono velocemente e fasciature rigide stringono ancora muscoli e tendini di schiene e piedi; ma dobbiamo giocarcela fino in fondo questa gara per dribblare l’avversario molto tosto che non ci sta a farsi superare in volata. Batterlo con l’astuzia, col surplace, in bilico sulle nostre due ruote, farci superare e poi, col vantaggio della scia, ottenere il successo. Senza essere atleti, solo persone che hanno un fine da perseguire.
Il nostro intento non vuole somigliare al maestoso volo dell’aquila dominatrice del cielo, ci si accontenta del frullo d’ali di un piccolo uccello migratore che sfrutta le correnti d’aria per raggiungere la meta da un continente all’altro dove lo aspetta un nido.
Se la vaccinazione richiede tempi più o meno lunghi, aspetteremo il nostro momento, l’equinozio di primavera o il solstizio d’estate, una meta ormai concreta se pure dilazionata.
La nostra vittoria, perché è la vittoria di tutti noi, raggiunta con sacrifici e vittime, avrà un gusto dolce-amaro che non può cadere nell’oblio: se la vita insegna sempre qualcosa, la lezione dell’anno passato resti incisa a fuoco nell’anima. Solo così il 2021 sarà un’ottima annata da riporre nelle botti della vita per affinarne il gusto, dare corpo e struttura alle proprietà organolettiche, rubino traslucido al colore. Una vendemmia appagante la nostra, che è come il grand cru del villaggio globale: tutti abbiamo partecipato e tutti insieme ne berremo. Nell’attesa del brindisi finale muoviamoci con oculatezza, con surplace e intelligenza.
E un pizzico di fortuna.

Marisa Scopello

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