lunedì, 25 gennaio 2021
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MA CHE COLPA NE HANNO LORO?

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I sindaci di molte città d’Italia, da Roma a Ragusa a Modica a tante altre, hanno vietato i fuochi d’artificio e i cosiddetti “botti” la sera di Capodanno. L’hanno fatto seguendo una direttiva a carattere mondiale che suggerisce di evitare, in questa e in altre occasioni, questo genere di manifestazioni.

Non è un capriccio. Gli animali, all’udire questi rumori violenti e improvvisi, si terrorizzano, spesso, specie gli uccelli, fino a morire di crepacuore. Sappiamo benissimo come la mattina dopo una di queste feste in cui si fa uso di fuochi d’artificio e “botti” di qualsiasi genere si trovino le strade lastricate di rondini, storni, uccelli di tutti i tipi morti di crepacuore. Non importa a nessuno. Quello che conta è la bellezza, il fascino dei fuochi d’artificio. Questo, in fondo, conoscendo l’egoismo arrogante dell’essere umano, in qualche modo lo possiamo capire: i fuochi d’artificio sono uno spettacolo bellissimo, me lo voglio godere e me ne infischio di quello che succede. Ma i “botti”? Che gusto si prova a sparare castagnole e quant’altro producendo rumore, rumore e basta?

Sì, è vero, noi amiamo gli animali e ci vergogniamo per tutte quelle azioni umane che in qualche modo senza motivo li danneggiano, ma anche se nulla c’importasse di loro, continueremo a chiederci il senso logico dei “botti”. In fondo, non solo gli animali ci rimettono: quanti ragazzi hanno perso una mano, quante persone sono state ferite per un capriccio assolutamente stupido?

Anche quest’anno, nonostante i divieti, castagnole, petardi, persino colpi di pistola sono stati sparati, con le solite conseguenze per tanti di coloro che li avevano usati e con la solita strage di uccelli, i cui corpi innocenti hanno lastricato le strade. Davanti alla quantità dei corpicini di storni che ricoprivano molte strade della Capitale, persino Dario Argento ha espresso orrore. Lui, il re dell’horror nostrano!

Teniamo cani e gatti nelle nostre case. Li curiamo, li coccoliamo. Loro ci amano senza ritegno e noi ne godiamo. Molto spesso abbiamo veramente bisogno di loro. Quando però vogliamo dare sfogo alle nostre passioni più stupide (ma davvero passioni o non piuttosto abitudini, la qual cosa è ancora peggio?) pare che non c’importi più niente di loro e diventiamo, noi sì, le bestie immeritevoli di godere del creato.

Eh, sì, che brutta bestia è l’uomo!

Luisa Montù

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