mercoledì, 1 Febbraio 2023

LA CRIMINALITÀ AL TEMPO DEL COVID

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Lunedì 11 gennaio ho avuto la possibilità di partecipare alla videoconferenza organizzata dal presidio cittadino di Libera in collaborazione con diverse associazioni ed enti di Modica che operano nel sociale e non solo. L’incontro affrontava il tema dell’impatto dell’emergenza sanitaria nella società e nella criminalità organizzata, con la presenza di due relatori d’eccellenza come il prof. Mario De Caro e il magistrato Bruno Giordano, due figure che hanno saputo sviluppare il tema secondo diversi punti di analisi, e hanno davvero fornito ai partecipanti molti spunti di riflessione su cui poter lavorare. Accompagnati nell’argomentazione dal prof. Antonio Sichera e con gli interventi del responsabile di Libera Modica, Francesco Rendo e del responsabile provinciale, Vittorio Avveduto, l’incontro è durato più di due ore, ma gli argomenti erano così interessanti che si ascoltava piacevolmente ogni intervento. Dopo una breve introduzione al tema del prof. Sichera, la parola è passata al prof. De Caro che ci ha parlato dell’impatto forte che la pandemia ha sulla società e sul modo di intendere la conoscenza e la verità oggi. Una cosa a cui dobbiamo mirare è l’umiltà, si diceva, in questi mesi ormai tutti sanno tutto, non ci sono più regole, non c’è più l’umiltà di confessare di essere ignoranti su qualcosa. Quindi il primo passo da fare per cercare di recuperare un po’ di ciò che continuiamo a perdere è quello di riacquistare il senso della concretezza proprio attraverso l’umiltà di accettare le nostre fragilità e i nostri limiti di essere umani. Non possiamo avere la pretesa di conoscere ogni cosa e di fronte a certe sfide dobbiamo accettare il fatto che siamo inermi e tremendamente incapaci. Il giudice Giordano invece ha parlato del forte impatto della pandemia sulla criminalità e sul sistema giudiziario in generale. Ha spiegato che l’organizzazione che immediatamente ha saputo adattarsi al nuovo sistema economico e sociale dettato dall’emergenza è proprio la criminalità organizzata. I cosiddetti “boss” sono molto intelligenti e immediatamente hanno capito come poter guadagnare tanto sulle disgrazie altrui, riadattando anche il mercato degli stupefacenti e della prostituzione alle nuove restrizioni. Inoltre proprio le mafie, con l’enorme presenza di liquidità a disposizione, hanno saputo approfittare della crisi per speculare e comprare esercizi commerciali e aziende ridotte allo stremo da questo fermo economico. Sempre il giudice inoltre ci spiegava anche il cambiamento parlamentare causato dall’emergenza, il governo da un anno opera solo per la crisi e il sistema dei DPCM ha davvero cambiato il modo di legiferare troppo rapidamente e troppo radicalmente. Inoltre anche le forze dell’ordine hanno dovuto riadattare il loro intervento nel territorio poiché sempre impegnate nei controlli del rispetto delle norme anti-covid, tralasciando indagini e interventi per il contrasto della criminalità. Insomma un quadro non molto rassicurante, tanti aspetti del sociale a cui non si pensa ma che incideranno sicuramente nelle nostre vite future. Personalmente ringrazio il presidio cittadino di Libera che ha voluto e sostenuto questo incontro così interessante ed illuminante direi, momenti di ripartenza e di condivisione per capire tutti insieme da dove ripartire per ricomporre i pezzi di una società che sembra sgretolata sotto ogni punto di vista!

Graziana Iurato

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