sabato, 3 Dicembre 2022

PIOVE SEMPRE SUL BAGNATO

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Recita così un proverbio siciliano, ma italiano in generale, utilizzato soprattutto in ambito rurale, dove l’eccesso di pioggia spesso comprometteva la condizione della produzione facendo avanzare il fantasma della miseria.

Lo prendiamo a prestito perché si presta a  declinare la condizione attuale  causata dal susseguirsi di una serie di calamità oscure che ci rendono inermi.

Già stavamo in angoscia per le prospettive economiche sospese, ma ecco che, a terrorizzarci, si è aggiunto lo spettro delle varianti virali, quindi, come se non bastasse, subito dopo ecco che giunge la seconda tempesta, la notizia  che ha avuto il potere di smorzare la speranza dell’uscita dal tunnel,  ovvero il ritardo nell’arrivo dei vaccini da parte dell’unico fornitore pronto, che non si sta dimostrando all’altezza di rispettare il patto fatto con l’Unione Europea.

A ridosso di questa tempesta emotiva ecco giungere la terza componente della catastrofe: la crisi di governo, cioè la tromba d’aria che ha scoperchiato il tetto sotto il quale, in pieno diluvio ci riparavamo, in attesa dell’arrivo di altri vaccini, per poi potere iniziare ad affrontare la ricostruzione dopo il disastro.

Inutile dire che all’annuncio della crisi di governo siamo stati invasi dallo sconcerto per l’assenza di senso di responsabilità del suo autore verso la collettività accartocciata dal lutto ed esistenzialmente messa in ginocchio; inutile dire che dentro ciascuno è esploso lo scandalo, superfluo aggiungere che dentro ciascuno è esplosa una grande tristezza; si potrebbe aggiungere che ci siamo sentiti invasi dalla vergogna per la figuraccia che il nostro paese fa agli occhi del mondo.

I commentatori insistono nel dire che nessuno ne ha capito le ragioni, non è vero, tutti abbiamo capito!

Ciascuno ha capito a seconda della prospettiva da cui guarda la realtà individuale all’interno del contesto nazionale e mondiale.

Ciascuno, in merito a codesta azione si è fatta la propria idea, non tanto dalle parole dette, ma da quelle non dette però svelate dal tono, dal ritmo incalzante del tono della voce, dalla gestualità che ha accompagnato il verbale, dal ventaglio di richieste che si apriva a raffica dopo ogni accoglimento di aspetti criticati. Diciamo che il non detto è stato più eloquente ed esplicito del verbalizzato.

Del resto il grigiore e la cupezza del cielo erano visibili da tempo, si temeva che l’arrivo delle risorse europee avesse scatenato le iene fameliche, ma si sperava nella benedetta razionalità, invece è esplosa la cieca patologia che ha generato la tempesta perfetta.

Che cosa, di questa crisi di governo, ciascuno ha capito, non è importante, quello che invece conta è che nessuno l’ha accettata. S’intende nessuno dei comuni cittadini, nel palazzo e nei poteri costituiti è altra faccenda, lì il senso delle cose assume altro colore e altro sapore, lì, presso i grandi palazzi, regna un altro registro di senso. Lì molti cercano di tramutarla in opportunità personale, di partito, di potere, di egemonia.

Adesso che la trave del tetto, sotto cui, ammassati, ci riparavamo, si è incrinata, forse irrimediabilmente, noi comuni mortali ci sentiamo bloccati nel nostro essere inermi, siamo paralizzati dal terrore di veder sfumare l’aiuto economico europeo su cui si contava per la ricostruzione del disastro generato dalla pandemia, ci sentiamo mortificati dalla figuraccia con cui ci mostriamo al mondo, siamo schiacciati dal timore di cadere irrimediabilmente nel burrone. Né ci può consolare che anche l’America ha rischiato di cadere nel burrone, anzi ciò accresce le nostre paure, viviamo una condizione terribile, il ventaglio delle condizioni favorevoli alla catastrofe sono tutte aperte ai nostri occhi, incredibile quanti elementi astrali sfavorevoli si sono allineati, sembra insufficiente perfino pregare.

Tuttavia bisogna non darlo a vedere, perché alle iene ciò giova, gli sgombra il campo, gli illumina le tracce dove indirizzarsi per fare facile bottino. Pertanto continueremo a resistere magari tacendo, ma pensando e riflettendo su come sfuggire all’uragano.

Continueremo a mobilitare le nostre forze interiori, sperando ma anche agendo, per quello che è possibile a ciascuno, in modo da scansare la traiettoria di allineamento dei fattori astrali negativi creata dal narcisismo patologico che ha scalzato la razionalità, che ha sputato sull’etica, che ha ignorato il limite, che ha negato il sacro, che ha calpestato il buonsenso perché accecato dal furore dell’ego posseduto dal demone del personalismo.

Continueremo perché è indispensabile far germogliare il senso di responsabilità vitale per la collettività.

Abbiamo visto la responsabilità scacciata dal palazzo, la vediamo cascata dal cielo giacente ammaccata sulla terra, sta a noi innaffiarla e rinvigorirla, e se sarà inevitabile andare a nuove elezioni ci aiuteremo chiudendo ogni canale di informazione durante tutto il periodo di campagna elettorale, ci recheremo alle urne in silenzio e sapremo cosa fare, perché quello che ogni schieramento intende fare lo ha già mostrato durante questa strumentale e ridicola crisi di governo.

Carmela Giannì

 

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