domenica, 11 aprile 2021
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COVID E VACCINI: INCONGRUENZE OFFENSIVE

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Il Belpaese assiste sgomento all’autodistruzione del mito dell’efficienza lavorativa ed organizzativa della sanità privatizzata meneghina, operata dal governatore Fontana e dai suoi accoliti, tra cui spiccano i valori aggiunti della ripescata Moratti e del sempiterno Bertolaso, sempre più simile all’Araba Fenice per la capacità di risorgere dalle ceneri dei suoi fallimenti.

Giusto per non farci mancare niente, ed anche per un corretto riequilibrio dell’asse nord-sud, anche la Sicilia brilla nel firmamento del sotterfugio e dell’inefficienza mentale dei cosiddetti responsabili della situazione sanitaria da Covid19: tre arresti e dimissioni  dell’assessore alla Sanità Razza, fedelissimo del governatore Musumeci che, come da prassi consolidata, ha dichiarato che lo scandalo dei dati falsi circa il numero dei casi positivi, dei tamponi effettuati e dei morti “spalmati” in più giorni è avvenuto a sua totale insaputa.

A questo punto, la gestione della campagna vaccinale nazionale ci spinge a fare alcune considerazioni.

In prima battuta pare assolutamente inadeguata e fallimentare la posizione dell’Europa di fronte ai comportamenti delle aziende farmaceutiche che, per amor del lucro, hanno frettolosamente buttato sul mercato dei vaccini di cui, tutto sommato, si sa poco in quanto alla copertura temporale e all’inibizione della contagiosità nei soggetti vaccinati.

Il mancato rispetto dei tempi di consegna e delle quantità pattuite, la segretazione imposta sulle condizioni contrattuali, la scoperta di ingenti quantità di vaccini imboscati dai produttori, il rigetto pregiudiziale di prendere in considerazione vaccini prodotti in paesi considerati ostili ed inaffidabili, come pure l’ostinazione ad ignorare l’esempio virtuoso e a sminuire i successi di paesi al di fuori del blocco occidentale, agli occhi del cittadino comune non fanno che confermare che la situazione è del tutto fuori controllo.

Il martellamento continuo di numeri sulla pandemia che, a seconda dell’orientamento politico del padrone del media che li propaga, possono essere forieri di speranza o annunciatori dell’apocalisse, unito all’indefessa opera di complottisti planetari, di no-wax e di no-brain vari, gettano nello sconforto la mitica casalinga di Voghera, che è semplice, pragmatica ma non scema: è solo stufa di essere presa continuamente per i fondelli e trattata da minus habens da ignobili profittatori e da incapaci governanti. Lei sa per esperienza che la mancanza di trasparenza favorisce sempre e comunque il malaffare, e di certo non si stupirebbe alla notizia che l’affaire vaccinazione è in mano alla ‘ndrangheta…

Il caos in cui si muovono le Regioni per stabilire chi, quando, dove e con quale vaccino vanno immunizzati i cittadini è esemplare di un altro fallimento, quello del decentramento dei servizi primari, dalla sanità alla scuola.

Mentre file di ultra ottantenni aspettano al freddo e sotto la pioggia una dose di vaccino che per un malfunzionamento del sistema informatico non arriverà, giovani avvocati e impiegati pubblici (che lavorano (?) da casa in smart working!) ostentano il loro stato di vaccinati.

L’indecente piazzata fatta dal Vice-governatore Miccichè di fronte all’Assemblea Siciliana per non aver ottenuto la vaccinazione prioritaria della classe politica regionale, è il vertice di una piramide del nauseabondo materiale vischioso marrone di cui è costituito il privilegio della casta.

Una distorta interpretazione della cosiddetta privacy, ovvero del diritto di ognuno alla riservatezza, ha fatto fallire l’app Immuni, che su larga scala avrebbe dato buoni risultati preventivi, per il timore che i nostri dati sensibili potessero finire in liste manipolabili dai Poteri Oscuri. Ma è mai possibile continuare a credere di non essere tutti già da tempo schedati per il solo fatto di usare un computer o uno smartphone? Come mai capita che se su Facebook abbiamo letto una ricetta di Benedetta, dopo pochi minuti arrivano decine di banner pubblicitari di pentole, taglia verdure, robot da cucina, planetarie e frullatori?

Da anni tutti abbiamo obbligatoriamente la Tessera sanitaria, che contiene i nostri dati anagrafici, fiscali e sanitari: quindi ognuno di noi occupa una posizione precisa in diverse banche dati, tra cui quella degli assistiti dal Sistema Sanitario Nazionale, con buona pace del diritto alla privacy. Per preparare gli elenchi delle persone da vaccinare a seconda dell’età, della condizione di fragilità per patologie, per categorie professionali in ordine di rischio contagio, non sarebbe bastato adoperare i dati in possesso alla pubblica amministrazione per consentire alle singole ASL di compilare le liste e di chiamare le persone in ordine e con chiarezza?

Come pare probabile, molte regioni hanno seguito l’esempio lombardo di gestire la pandemia come l’affare del secolo, mettendolo privatamente in mano ad amici fidati che si sono occupati di tutto, dalle forniture di camici e mascherine fino alla compilazione delle liste dei vaccinandi. Siamo messi proprio bene!

Per adesso sono state scoperte le magagne nordiche, dalle mascherine fatte dalla FIAT, che ha ottenuto l’esclusiva per la fornitura a tutte le scuole di presìdi puzzolenti di petrolio, talmente fuori norma da risultare dannose per alunni e personale, alla baggianata inutile e costosa dei gazebi a forma di primula firmati da una nota archistar. Ma, sulla scia della Sicilia, altri pasticci più o meno fraudolenti potranno venir fuori.

Intanto la povera Italia sembra vittima del disturbo bipolare che oramai possiede la quasi totalità della classe politica e, purtroppo, anche tanta gente comune. Sistematicamente frastornata dalla ridda di proclami salvifici governativi in antagonismo coi bisogni di sopravvivenza di tante categorie di lavoratori, e dal cambiamento giornaliero di colori – che hanno acquistato con Draghi un tocco artistico dato da sfumature di intensità inconsuete per colori da semaforo – la gente ha passato le feste pasquali tra la segregazione da carmelitane scalze dei poveracci impossibilitati a uscire dal proprio Comune, e i voli permessi per le Canarie dei soliti vacanzieri danarosi, che torneranno a casa con qualche nuova variante del virus come souvenir.

C’è solo da sperare che questi ricordini di viaggio rimangano strettamente personali e non siano condivisibili con la frequenza e la persistenza con cui appaiono le madonne, i fiori e i gattini su Facebook.

lavinia

 

 

 

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