domenica, 11 aprile 2021
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NO, COSÌ NON VA!

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D’accordo, che gli italiani siano disobbedienti, che non rispettino le file, che siano prepotenti, lo sanno tutti, anche se in questo particolare momento sarebbe proprio la correttezza dei loro comportamenti che potrebbe proteggerli dalla pandemia.

Costantemente, a incominciare da noi giornalisti, denunciamo la nostra arroganza, la nostra scorrettezza, insomma il nostro comportamento contrario a tutte le regole del vivere civile (e, nel caso in specie, anche del vivere sano), però abbiamo la tendenza (sbagliata) a non guardare l’altra faccia della medaglia, che ci farebbe capire e, in parte, anche giustificare, questa forma di inciviltà. Ci riferiamo al fatto che, se le persone hanno la tendenza a non rispettare le file, è perché, se da un lato queste sono gestite malissimo o perché costringono la gente ad aspettare fuori al freddo, sotto la pioggia, o al caldo eccessivo, sotto il sole cocente, senza nemmeno la possibilità di sedersi dieci minuti per prendere fiato, va sottolineata anche, e con la matita blu, la pessima gestione di queste situazioni da parte di chi si trova al lato opposto della fila: il più delle volte fa entrare le persone a caso, senza controllare se ne hanno il diritto o, quantomeno, se si trovano in una situazione che giustifichi l’eccezione, si cura poco delle aspettative di chi entra e infatti spesso vediamo, in un ufficio con quattro persone, due che scrivono su un computer e altre due che chiacchierano beatamente fra di loro. E a volte si tratta semplicemente di consegnare un certificato (operazione di pochissimi minuti) o di attivare una prenotazione (anche questa un’operazione che si può liquidare in tempi brevissimi). No, così non va! Non andava prima, quando la nostra era ancora una vita normale e affrontare questo genere di file (già, c’erano pure allora, purtroppo!) si poteva ancora sopportare, sbuffando, magari pure smoccolando, ma pazienza, non era cosa di tutti i giorni, ma oggi è diventato grave: grave, perché nega il minimo, doveroso rispetto a quelle persone che solo una tragica pandemia ha costretto ad affrontarle, grave perché porta a contatti non regolamentari persone che potrebbero rappresentare un contagio, quindi un grosso danno procurato ai singoli e alla comunità, grave perché costituisce un comportamento vergognoso, e questo in qualsiasi situazione del vivere civile.

Si sa, gli italiani sono fatti così, ma si può anche cambiare. Proviamoci!

LuM

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