giovedì, 5 agosto 2021
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RITORNO AL TEATRO

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La sera del 3 luglio non si poteva non recarsi nell’atrio del Comune di Modica per il concerto “Mondi lontanissimi”, un omaggio a Franco Battiato curato dall’Associazione Culturale Art Evolution e dalla Fondazione Teatro Garibaldi. Si era in tantissimi in questa “estate del cinghiale bianco” tra luci che tingevano gli Archi di blu, viola e rosso per uno spettacolo che ha richiamato gli appassionati del cantautore che ha cambiato i connotati al pop italiano con parole e musica senza confini, sempre alla ricerca di sé calandosi nella profonda meditazione del reale, consapevole (come sostiene Borges) che esso, il reale, lo si accetta “forse perché intuiamo che nulla è reale”.

Solo quattro gli artisti in scena, Giovanni Peligra (attore e narratore), Teresa Lombardi (violino solista), Giuseppe Guarnieri (piano e tastiere), Alessandro Romano (chitarra e voce), ma è stato come se ci fosse un’orchestra al completo a riempire di note tutto lo spazio disponibile; le si potevano vedere mentre salivano verso il cielo, forse per raggiungere il loro autore nella finalmente fresca serata modicana. Intervallati dalle parole di Battiato e Sgalambro sull’essenza siciliana di isola, sulla leggerezza della vita-farfalla, consumata tra voli privi di scopo apparente se non quello della bellezza impalpabile di ali colorate, sono stati i pezzi di Franco a creare l’atmosfera magica, da quelli notissimi ai meno conosciuti in un crescendo di partecipazione del pubblico, da “La cura” e “La stagione dell’amore” a “I treni di Tozeur” e “Gli uccelli”, “E ti vengo a cercare”, “La prospettiva Nevskij”, “Povera patria”. C’è stato alla fine chi stava andando via ma è tornato sui suoi passi per intonare “Cuccurrucucù” e “Bandiera Bianca” con voce forte e chiara, anche gli stonati.

Certo, lui non ci sarà più a creare capolavori, ma quelli che ci ha dato in eredità resteranno immortali e raggiungeranno mondi lontanissimi con “voli imprevedibili ed ascese velocissime”

Marisa Scopello

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