giovedì, 5 agosto 2021
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A tavola con gli dei (a cura di Marisa Scopello)

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Breve sosta a Cipro per cambiare imbarcazione senza poter visitare il tempio di Afrodite. Pazienza. Ho salutato Kabi e i marinai egizi pronti a salpare per Alessandria mentre io scelgo un’agile nave greca che parte per Corinto. Sarà piacevole navigare tra isole e isolotti dell’Egeo verso la città greca i cui coloni hanno dato i natali a Siracusa e a molta parte della Magna Grecia. La mia natura siciliana viene fuori imperiosamente in occasioni come questa. Ma ho scelto questa meta anche per un altro motivo: grazie all’istmo, Corinto permette di attraccare dall’Egeo e, subito dopo, dal Canale è un facile accesso allo Ionio, agevola la visita della costa dalmata risalendo l’Adriatico.
Una traversata senza Meltemi in compagnia dei delfini di giorno e le luminose velelle di notte, che tingono il mare di blu elettrico. I rematori si danno il cambio e fanno volare la nave quando il vento non aiuta la vela. Tre giorni di relax azzurro tra mare e cielo fino a quando non avvistiamo a Occidente l’Acrocorinto, la parte alta della città, biancheggiare sui dirupi selvosi. Troverò ad attendermi come un premio dolmades (gli involtini di riso e foglie di vite) e i meravigliosi souvlaki.
Quella in cui arrivo non è più la polis della fioritura aristocratica dei Bacchiadi, dei famosi capitelli corinzi dei templi e dell’agorà perché, dopo la battaglia di Cheronea, Corinto è passata sotto l’influenza macedone e presto, nel 146 a.C., sarà attaccata e distrutta dai Romani. Ma non mi importano i grandi sconvolgimenti né le guerre, ciò che voglio è camminare in un luogo che ha il sapore della Storia, del Mito narrato da Pausania sulla contesa tra Poseidone ed Helios, una scontro titanico per il possesso dell’istmo; sono venuta per la solarità del luogo e il gusto del suo cibo. Bevo alla fontana di Pirene dalla freschissima acqua sorgiva, costeggio iI tempio di Apollo ed entro in una delle tante psistaria, la taverna greca, per assaporare olive Kalamata, grosse e rossastre servite con olio, aglio, aceto e peperoncino, le pite  calde, la feta condita con olio e menta, i souvlaki di agnello tagliato a cubetti, marinati nel limone, infilzati in spiedini di legno, arrostiti sulla brace e conditi con cipolle, olio e origano. Non può mancare la salsa tzatziki di yogurt, cetrioli e tanta menta. Ora posso riposare prima di mettermi alla ricerca dell’imbarcazione per il Canale. Chissà, forse potrò fare un escursione a Delfi.

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