giovedì, 5 agosto 2021
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CARA ANNAMARIA

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Era il novembre 1982 quando, per una supplenza di Italiano che sarebbe durata tutto l’anno scolastico, sono entrata nell’ultima aula del corridoio centrale (dopo la Sala dei Professori) del Campailla. Mi aspettavano quelli della Terza A, ragazze e ragazzi curiosi di scoprire chi fossi. Curiosità reciproca come da copione: per me significava sondare capacità e interesse; per loro, abituati fino all’anno precedente a un insegnante noto e preparatissimo, significava anche “ce la farà questa supplente a portarci all’esame di Stato?”. È andato tutto bene e io continuo a ricordare tutti, in particolare le ragazze, Margherita, Maria Teresa, Marisa, Lilli, Rita e Annamaria. Quest’ultima, biondina e minuta, mi è apparsa in una foto sul web la mattina del 29 e non sono riuscita a trattenere le lacrime. Lei, che ha percorso la strada dell’archeologia inanellando successi nella realtà museale, nella cosa pubblica modicana e nell’ambito accademico, silenziosamente se n’è andata anzitempo lasciando un vuoto di affetto e di stima che è duro da accettare.
Penserò con rimpianto al suo sorriso leale e la immaginerò china a scavare riportando in vita cocci e bronzi di strati antichi, sepolti ma non dimenticati, come l’amicizia nata in un’aula liceale di quasi quarant’anni fa. Quando vuoi, cara Annamaria, possiamo organizzare una rimpatriata…

Marisa Scopello

 

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