domenica, 17 ottobre 2021
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INFOSFERA E CAPITALE UMANO

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E torniamo a parlare di capitale umano e di quanto importante sia l’enorme massa di utenti dell’infosfera nel nuovo mercato dell’era mediale. Qualche giorno fa, ho avuto l’occasione di iscrivermi ad un webinar organizzato dal Ministero dell’Istruzione in cooperazione con le più eloquenti università del paese sul tema delle opportunità e delle sfide della cittadinanza digitale, un interessantissimo incontro che vedeva la presenza di relatori molto stimolanti. Durante il convegno, sono stati trattati diversi argomenti, dal pensiero critico e la responsabilità in rete al tema della vita nell’era dell’infosfera, dove sappiamo che internet è centrale in ogni ambito ormai. Questo sistema mediale globalizzato è sempre più articolato dagli algoritmi che segnano i trend da inseguire e da sviluppare, orientando mercato e consumi. Si è giunti alla consapevolezza che noi utenti dell’universo web siamo solo dei numeri, una massa infinita di consumatori che spesso con un semplice click orienta il mercato globale inconsapevolmente. Quindi ancora una volta tutti noi siamo quel capitale umano tanto ambito, di fatto ognuno di noi inconsapevolmente, con i social, o anche solo navigando nel web, fa arricchire qualcun altro che studia la nostra personalità e i nostri interessi, per orientare acquisti e consumi. Se ci pensate bene, è tutto troppo assurdo, siamo pedine in mano a pochissimi pupari che tengono le fila del mercato globale. Al convegno si ribadiva infatti che ormai bisogna ripensare anche al concetto di cittadinanza e ridefinire l’aspetto etico di questa dimensione digitale così pervasiva. Mi viene da pensare a quando l’altro giorno i tre social più comuni sono stati in flop per 6 ore, al di là delle ingenti perdite in denaro per i colossi di Zuckerberg, si è diffuso il panico, tutti persi senza i social più usati, perché ormai sono parte integrante del nostro modo di comunicare ed è triste pensare che sono indispensabili nelle relazioni personali e commerciali soprattutto. Ma allora, mi chiedo, se a questo capitale umano così ambito dal mercato è dato pensare: mi domando se a tutti noi in verità è concessa la libertà di scegliere o silenziosamente, un sistema subdolo e massivo stia decidendo ancora una volta per le nostre stesse vite.

Graziana Iurato

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