domenica, 17 ottobre 2021
781px-Poucet10

LA STRAGE DEGLI INNOCENTI

Print pagePDF pageEmail page

Circa quindici giorni fa durante il telegiornale di una delle testate locali, un nostro caro amico giornalista è stato costretto dalla crudeltà della cronaca a dare, una in fila all’altra, tre orrende notizie riguardanti crimini contro i minori: da buon padre di famiglia qual è possiamo immaginarne lo strazio e lo sgomento.

Sgominata una banda di pedo-pornografi online a Palermo, ma con arresti in tutta Italia, per diffusione, produzione e consumo di media pieni di nefandezze financo a danno di neonati…

Arrestato ad Agrigento dopo la denuncia di una sedicenne il patrigno, che la abusava dall’età di dieci anni e che picchiava con inaudita violenza il fratello minore…

In manette un insospettabile finanziere che approfittava del suo ruolo di coordinatore delle attività sportive di un circolo ricreativo della Fiamme Gialle a Palermo per insidiare i bambini che, fidandosi di lui, si sono trovati in situazioni assolutamente scabrose…

Lo stesso giorno i tg nazionali davano notizia che la famiglia chiedeva il silenzio stampa sulla vicenda che ha coinvolto il piccolo Eitan, unico superstite della tragedia della funivia del Mottarone. Una vicenda squallida che ha visto un bimbo, sicuramente stressatissimo e bisognoso solo di affetto e di rispetto per l’atroce prova a cui la malasorte lo ha sottoposto, diventare oggetto di contenzioso tra la famiglia paterna, residente in Italia e affidataria del piccolo, e quella materna residente a Tel Aviv, fino ad arrivare al rapimento da parte del nonno! Eitan viene usato non come il suo stato richiede, ma conteso da adulti che si fronteggiano armati di legali, litigando aspramente per motivi ideologico-religiosi che, purtroppo, servono a coprire interessi economici ingenti, pur trattandosi di famiglie ebree facoltose… anzi, forse proprio per questo. I soldi. Che pena. E che vergogna.

Dopo gli scandali che hanno travolto il clero cattolico prima negli Stati Uniti e poi in Australia, ora è la volta della Francia. Dopo due anni di indagini il dossier pubblicato dalla Chiesa francese rivela ben settant’anni di abusi e violenze da parte di circa 2.600 sacerdoti e di un migliaio di laici inseriti in strutture cattoliche per i giovani: le vittime sono quasi 300.000! Il Papa ha espresso tutta la sua amarezza per l’accaduto, e con dolore e vergogna ha condannato la Chiesa Francese per l’incapacità dimostrata nel non aver saputo stroncare un fenomeno iniquo di questa portata.

In Italia un’indagine di questo tipo non è stata fatta, ma c’è da credere che anche da noi il fenomeno sia antico ed estesissimo. Le voci su comportamenti quantomeno equivoci di padri spirituali o di educatori cattolici girano da sempre, e i casi di sacerdoti trasferiti all’improvviso in altre parrocchie configurano un genere di punizione veramente sui generis, visto che i vescovi non hanno proceduto a sospensioni a divinis né a proibizioni alla frequentazione di minori, ma anzi hanno in fin dei conti solo fatto cambiare il terreno di caccia. Papa Francesco potrebbe quanto prima doversi nuovamente vergognare per le imprese pedofile del clero italico, ma soprattutto per l’ipocrisia sottesa ai blandi provvedimenti presi da porporati che in certi casi, come già successo all’estero, sono coinvolti o collusi.

Questi episodi sono un’infinitesima parte della più abietta mancanza di rispetto per la persona umana, quando per età non è in grado di conoscere il male ed è indifesa ed innocente.

Nella vita di alcuni, questo è solo il primo scalino di un degrado psicofisico che può causare danni irreversibili nell’inserimento sociale, ed evolvere in depressione e chiusura oppure in un’irrefrenabile compulsione a reiterare comportamenti deviati, ma nel ruolo del persecutore.

Genitori, insegnanti, nonni e zii, vicini di casa: chiunque si accorga che qualcosa di brutto sta capitando ad un bambino ha il dovere di non scrollare le spalle e di non far finta di niente, ovviamente senza eccessi paranoici.

I bambini sono il futuro, e se il futuro dev’essere almeno un po’ meglio del presente, facciamoci tutti un pensierino su.

Lavinia deNaro Papa

 

Condividi!