domenica, 17 ottobre 2021
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UN’ESPERIENZA CONTROCORRENTE

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Venerdì 8 ottobre presso l’Atrio Comunale si è svolta la cerimonia di apertura dell’anno scolastico 2021/22 della scuola “Peppino Galfo”, la scuola organizzata dalla Banda Belluardo Risadelli che conta oltre cento allievi.

L’inaugurazione è stata fatta tramite un’esibizione di una parte del corpo bandistico insieme ai giovani allievi che padroneggiano già uno strumento. Sul palco 90 “banditi” (come affettuosamente li definisce il Maestro Corrado Civello, responsabile della scuola e Direttore della Banda).

Novanta componenti, alcuni giovanissimi, altri adulti, ma anche anziani, maschi e femmine, biondi e bruni,  tutti in bianco e nero come i pinguini, uno stormo, una comunità, che già a colpo d’occhio hanno trasmesso una forte emozione suggestiva, uno stimolo emotivo complesso, che da visivo è diventato epidermico, quindi acustico ed armonico, per poi aprire le porte dell’immaginario man mano che i vari brani si susseguivano e la musica realizzava la sua magia. Di brani ne sono stati eseguiti quattro, tre dei quali arrangiati da Raffaele Buscema, mentre i brani su S. Giorgio erano stati arrangiati dal M° Sergio Civello (il tema di Rapunsel, la colonna sonora del Titanic, 3 piccoli brani su S. Giorgio, due profani e uno religioso e, per concludere, un mix delle colonne sonore Disney).

Già a vederli hanno dato una sferzata capace di catturare l’attenzione, di bloccarla, come sempre succede per tutte le orchestre.  Le orchestre, appunto,  quella meravigliosa comunità che governa i suoni e fa sognare, pensare, rimembrare e riflettere, gioire e commuovere tutti gli ascoltatori, anche coloro che non distinguono una nota dall’altra, perché la musica è soffio dell’anima che si fa linguaggio universale per l’emotivo, per il razionale, per l’immaginario e il fantastico, insomma apre e percorre tutti i canali.

Venerdì sera, sul palco all’interno del cortile di Palazzo S. Domenico, tutti e novanta, piccoli e adulti, tutti molto compunti, ciascuno dietro al proprio leggio e con in mano lo strumento: fiati, archi, percussioni e, al cenno di bacchetta del Maestro Corrado, la magia del suono si è dispiegata nella sua potenza, nel fantastico intreccio di note che ora si agganciano ora si rincorrono, strumenti diversi ma all’unisono, bravissimi i piccoli, fantastici i veterani.

Nella serata di venerdì, in qualità di orchestrali, oltre al presidente (colonna portante dell’associazione che regge la Banda) GianLuca Cataldi, anche i docenti della scuola: il Maestro Corrado Civello con in mano la bacchetta, ma nella scuola docente di clarinetto oltre che di teoria e solfeggio; Sergio Civello, responsabile delle trombe e degli ottoni; Antonella Linguanti, responsabile dei flauti; Elena Ferlizzi, docente di ottavino; Giorgio Fronte, docente di saxofono; Daniele Ricca, docente di violino; Luciana Danieli, docente di oboe.

Una scuola di musica gratuita, condotta da professionisti con curricula notevoli,  con più di cento allievi di tutte le età e di tutte le condizioni sociali, una realtà che in soli sei anni è passata da sette ex allievi della disciolta banda cittadina animati dal desiderio di riattivare una realtà simile a quella che li aveva formati e nutriti spiritualmente, che in questo breve arco di tempo ha messo su un corpo bandistico composto da 70 elementi stabili e, in più, una scuola che è partita con quattro allievi e oggi ne conta 105 e che dallo scorso anno ha inserito la formazione per gli archi.

Una realtà che si sostanzia dell’opera volontaria dei due fratelli Civello e che affronta le spese dei docenti con il contributo di alcuni sponsor, tra cui il Presidente dell’Associazione, l’appassionato “bandito” Gianluca Abbate.

Più che un successo si tratta di un prodigio, perché in tempi di disgregazione sociale, di individualismo spinto, di egocentrismo esasperato, questo esito si colloca assolutamente in opposizione, è frutto di un agire controcorrente che anima i sette che hanno agganciato la scommessa iniziale dimostrando che passione, entusiasmo e generosità sono gli unici ingredienti del fuco che realizza, che cuoce il più coriaceo dei cibi anche in condizioni non ideali, dimostrando che la fame di cultura, di partecipazione, di musica, di aggregazione esiste fortemente, ce n’è una grande sete, solo che la sete è di acqua pura sgorgante dalla sorgente, non di acqua etichettata ma non controllata.

Questo esperimento ben riuscito non regala solo musica alla città e formazione musicale a tutti, anche a coloro che non potrebbero permettersela, ma fornisce un esempio di grande valore pedagogico perché impegna ragazzi che altrimenti potrebbero avere altre tentazioni, dimostra loro che i traguardi bisogna sudarli affrontando un gradino alla volta, mostra un metodo virtuoso di cimentarsi, di mobilitare le proprie forze, insomma forma in maniera sana la messa in gioco personale, fa sperimentare la pazienza, la fatica, la via dell’attesa prima di arrivare ad un traguardo, ribalta il dannoso “tutto e subito”, “tutto facile”, “tutto comprato” attuali veleni intossicanti di cui l’aria è pregna.

Carmela Giannì

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