domenica, 17 ottobre 2021
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UN SECOLO FA…

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Il 12/10/1921 nasceva il mio papà, oggi compirebbe cento anni. Il traguardo non lo ha raggiunto, la sua vita è stata troncata da una forma di parchinsonismo 15 anni fa, 11 giorni prima che compisse l’ottantacinquesimo anno.

I suoi tre figli, MariaTeresa, Michele ed io ci riuniremo stasera per sentirci vicini a lui, ci siamo dati convegno nella dimora che lo ha accolto nel suo ultimo tratto, la casa che fu del mio bisnonno, poi del nonno e quindi sua; oggi questa dimora viene curata e vivificata da mia sorella che l’abita e rendendo omaggio alla sua memoria.

Insieme vivificheremo la sua memoria, in qualche modo faremo quello che facciamo ogni volta che comunichiamo tra noi, ma anche quello che ciascuno di noi fa quotidianamente tra sé e sé, rammemoriamo gli insegnamenti che ci ha trasmessi e che sono diventati le coordinate del nostro vivere e del nostro agire.

Rievocheremo certe sue caratteristiche speciali, quelle che lo contraddistinguevano costituendo la sua identità: l’ironia leggera, la capacità di satira sottile e pungente, la sua fantasia espressiva (inventava per mia madre un nome nuovo al giorno), solo in pubblico la chiamava Marietta, ma in privato era uno stupore continuo, noi bambini non ci capacitavamo dove pescasse tutti questi nomignoli, molti inventati, alcuni di fiori, altri proprio fantastici. Era innamoratissimo della mamma e lo rimase per tutta la vita.

Ricorderemo che amava il teatro, sia drammatico che di varietà, conosceva i nomi di tutti gli artisti del suo tempo, conosceva a memoria e cantava le romanze del Tosti; amava la lettura e la praticava costantemente, approfittava di tutti i libri che leggevamo noi figli.

Ricorderemo la sua libertà interiore di cui ci ha dato esempio e che ci ha trasmesso, la sua essenzialità nell’essere, il suo modo di comunicare diretto e schietto. Ricorderemo la fiducia che ha riposto in ciascuno di noi dall’adolescenza in poi, atteggiamento che ha nutrito la nostra autostima. Ricorderemo le metafore, gli aneddoti che citava quando voleva darci una dritta su qualche nostro dubbio. Riporto cosa disse a Mariateresa in un momento in cui si mostrava perplessa sulla condotta da assumere in una circostanza che si trovava ad affrontare: non devi preoccuparti del giudizio altrui, ci sarà sempre qualcuno che ha da ridire, tu devi farti guidare dal tuo desiderio, devi ascoltare la tua coscienza e mobilitare la tua razionalità!

Era un buongustaio, stasera mangeremo insieme e ognuno di noi dirà quello che avrebbe detto su ogni pietanza, sorrideremo e ci commuoveremo, ma soprattutto lo ringrazieremo per l’eredità immateriale e simbolica di cui ci ha fatto dono, eredità che è la nostra fortuna e il nostro orgoglio.

 Carmela Giannì

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