domenica, 25 Settembre 2022

COME AGLI ALBORI DELLA CIVILTÀ

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Molti centri della Sicilia in questo periodo sono stati messi in ginocchio dalle piogge torrenziali che si sono abbattute sulla nostra regione in questi giorni. C’è chi parla di annata particolare ricordando avvenimenti simili accaduti in passato, c’è chi parla di cambiamento del clima e invoca un conseguente cambiamento di abitudini da parte degli abitanti di tutto il pianeta. Sia quel che sia, ci torna alla mente un articolo pubblicato su questo giornale solo poco tempo fa in cui si faceva appello all’Amministrazione comunale di provvedere alla pulitura della caditoie.

A Catania abbiamo visto l’allagamento delle strade, certo dovuto a una quantità d’acqua di molto superiore al normale, d’accordo, ma anche alle caditoie, e non solo, ostruite, pertanto impossibilitate a far scorrere l’acqua, per non parlare poi dei vari canali di scolo ostruiti fino all’inverosimile.

Il cittadino si sente abbandonato, perché si rende conto che di lui, del suo destino, persino della sua vita, a chi comanda non importa proprio nulla e allora, si chiede, perché ci chiedono il voto, perché ci fanno credere che si occuperanno della città e delle esigenze di tutti noi se poi non ci pensano neanche un minuto? E purtroppo il problema non è del solo sindaco Pogliese o Abbate o Raggi o Bucci o Sala o Pincopallino, il problema è dell’atteggiamento della politica, e a seguire, delle varie amministrazioni locali, nei confronti dell’incarico che si sono assunte, perché chiunque vi sia eletto crede che questa elezione sia un onore, un attestato di ammirazione, di stima, di rispetto, invece dovrebbe capire che si tratta piuttosto di un attestato di fiducia e che a questa fiducia deve corrispondere la consapevolezza di un onere, un onere molto pesante che ben pochi sono in grado di assolvere.

Siamo stanchi di vedere chi ha vinto un qualsiasi tipo di elezione mostrarsi alla folla soddisfatto e giulivo; vorremmo vedere sul suo volto le rughe di chi ha consapevolezza di un impegno difficile di cui è stato incaricato, un impegno del quale dovrà rispondere per ogni esigenza dei cittadini, di tutte quelle persone il cui benessere dipende dalle sue scelte e che dovrebbe sentirsi in dovere di non deludere.

E fosse solo una carenza delle amministrazioni locali! No, è l’intera struttura della nostra civiltà (ridicolo chiamarla civiltà!) che ha completamente smarrito il senso della vita e, ancor più, della sopravvivenza. Adesso l’essere umano è abbandonato a se stesso, come se fosse tornato all’epoca delle caverne, quando il vento, il temporale, la pioggia lo spaventavano perché si sentiva inerme di fronte a fenomeni tanto più grandi di lui. Già, allora esattamente come oggi.

LuM

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