venerdì, 30 Settembre 2022

CHE COS’È L’EURO DIGITALE?

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Ma che cos’ è, in definitiva, l’euro digitale?

A  cosa servirà?

Trattasi  di un nuovo strumento di pagamento che sarà protagonista negli anni a venire nelle transazioni globali.

L’euro digitale sarebbe come le banconote, ma, precisiamo, in forma digitale: insomma, per essere chiari, una moneta elettronica emessa dall’Eurosistema (la BCE e le Banche centrali nazionali accessibili a tutti, cioè imprese e cittadini).

In poche parole, l’euro digitale affiancherebbe il contante senza però sostituirlo in tutta l’area dell’euro.

Il processo di cui sopra è in via sperimentale e si prevede di concluderlo entro cinque anni.

Che succederà con l’euro digitale?

Sarà certamente un cambiamento epocale degli ultimi due secoli della storia dei pagamenti nel mondo intero.

Insomma, abbiamo avuto il progressivo  passaggio dalla moneta metallica alla cartacea con la Legge monetaria del 1863-64 dovuta a  Gioacchino Napoleone Pepoli (nato e deceduto a Bologna -1825-1881) e ora si preparano i pagamenti elettronici per arrivare alle valute istituzionali digitali che transiteranno attraverso le banche centrali.

Possiamo dire di avere assistito a una rivoluzione epocale nel mondo della MONETA.

Un  euro digitale sarebbe uno strumento semplice e sicuro per i pagamenti di tutti i giorni.

Questo naturalmente favorirebbe la digitalizzazione dell’economia europea e avvantaggerebbe nei pagamenti al dettaglio.

LA BCE e le banche centrali nazionali  dell’area dell’euro infatti stanno studiando benefici e relativi rischi  per far sì che la moneta  continui a soddisfare le necessità dei cittadini europei.

L’euro digitale inoltre aiuterebbe a gestire quelle situazioni in cui il contante non rappresenta più la soluzione prescelta.

La tutela della privacy sarebbe una proprietà fondamentale con l’euro digitale.

Ricordiamo, a maggior supporto dell’euro digitale, che il suo uso è positivo perché combatte  IL SOMMERSO.

In un Paese come l’Italia dove l’evasione fiscale supera i 120 miliardi (per approssimazione), con l’euro digitale ciò che è opaco diventerà visibile. Quindi possiamo dire che è uno strumento di chiarezza.

La banca centrale cinese lavora per rendere  lo yuan digitale  operativo  già a breve. Ciò metterà la Banca centrale europea sotto pressione, affinché  anticipi  l’euro digitale magari al 2023?

Il lockdown ha purtroppo determinato una svolta che ha inciso profondamente sulle consuetudini di noi tutti.

C’è stata la prudenza sanitaria, che ci ha creato la paura di non toccare  i soldi in quanto potevano contaminare e quindi meglio ricorrere alla tessera (bancomat e carte di credito).

Così i  ricorsi ai pagamenti digitali sono cresciuti tanto.

Sono nuove abitudini che resteranno nel nostro modus operandi.

L’aumento del contactless (pagamento senza contatto) è un sistema che permette  di effettuare acquisti tramite  carte di credito o di debito, smart card, smartphon e altri dispositivi.

Dal 2021, grazie a un accordo tra Bancomat, Mastercard e Visa, i limiti per i pagamenti  senza codice PIN in Italia salirà a 50 euro.

L’aumento del contactless dimostra  che le persone erano già tecnologicamente attrezzate, però lente e restie a usare gli strumenti a loro disposizione.

Diciamo anche, a conclusione della nostra disamina, che sui pagamenti digitali la concorrenza è spietata, specialmente tra banche e fintech.

Salvatore G. Blasco

 

 

 

 

 

 

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