sabato, 13 Agosto 2022

BUIO IN SALA.. C’È GATSBY

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Buio in sala. Solo due spot blu illuminano la scena nuda eccetto un tavolino e una sedia. Basta solo questo a creare la giusta atmosfera… C’è chi aspetta Godot invano, noi spettatori sappiamo che sta arrivando Michele Arezzo a illuminare la sera del 14 novembre dal palco del MASD a Ragusa. Un’assenza lunga di due lunghissimi anni per l’appuntamento col suo “TeloLeggoIo”. È la volta de “Il grande Gatsby” di Francis Scott Fitzgerald. Ecco, Michele arriva e ci trasferiamo a Long Island nell’immaginario West Egg, la baia teatro della vicenda. Michele presenta Nick Carraway, il mediocre impiegato della Borsa che vive in una casa anonima incastrata fra le magnifiche ville dei nuovi ricchi, che ha il ruolo di prima persona periferica e punto di vista narrativo; è lui a raccontare mentre Gatsby è nell’aria senza apparire se non come una silhouette stagliata nel buio, col braccio proteso nel vano tentativo di afferrare la luce verde dall’altra parte della baia, là dove è la dimora di Daisy.
(Con questo magistrale ingresso rimandato Fitzgerald ha creato un’aspettativa, una suspence simile a quella dell’incipit del “Moby Dick” di Melville)
È una immersione totale negli anni ruggenti, a osservare con gli occhi della  mente la vita frivola e spregiudicata di giovani anticonformisti e romantici insieme, quelli  del fox-trot, ragtime e jazz tra fiumi di alcol e auto di lusso. Michele dipana la storia leggendo passi significativi sulla musica scritta dal fratello in sottofondo. E il libro viene messo a nudo per scivolarci dentro a capofitto tra champagne e sinestesie ardite (la gialla musica da cocktail) di un autore sempre al di qua del Paradiso nella dannazione delle sbronze di quella New York mitica. Gatsby, innamorato senza rimedio di Daisy, che ha fatto l’impossibile per riaverla, spera in quella luce verde, spera in un futuro che indietreggia davanti a lui come fa per tutti i sognatori. La fisionomia di Michele si confonde con quella di Nick, narratore e testimone di “scorcio” per questo Gatsby di lustrini ingannevoli, di solitudine e tristezza sconsolata. Solo la pioggia, il pianto del cielo, accompagna l’uscita di scena dell’affascinante protagonista (sicura che molti lo hanno visto con i tratti di Leonardo DiCaprio del bel film di Baz Luhrmann), barca contro corrente, risospinto senza posa nel passato.
Serata densa di emozioni. Succede sempre con Michele Arezzo.

Marisa Scopello 

 

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