1

L’ABERRAZIONE DELLE SPOSE BAMBINE

 

Sono giovanissime, bambine innocenti che vengono date in spose a uomini più grandi per vari motivi, il padre-padrone decide per loro, sono oggetti di scambio che non hanno alcun valore. Per pochi dollari spesso o per colmare un debito familiare, ogni anno nel mondo 12 milioni di bambine e ragazze, al di sotto dei 18 anni, vengono date in sposa. In Bangladesh, Mozambico, Repubblica Centro Africana, Niger e Sudan più del 40% delle ragazze tra i 15 e i 19 anni sono sposate. Ma questo orrendo fenomeno si sta diffondendo anche in altri paesi del mondo, luoghi in cui la povertà e il degrado raggiungono livelli di disperazione generale.Nonostante le leggi e le norme nel mondo proferiscano che le donne e le ragazze abbiano gli stessi diritti degli uomini e dei ragazzi e che debbano essere trattate equamente, ogni giorno questi diritti vengono violati con violenze, stupri e femminicidi che inondano la terra di una coltre rossa di sangue innocente. Basta fermarsi a pensare a quante ragazze nel mondo crescono affrontando continue sfide; dal sopravvivere a gravidanze precoci, al non poter andare a scuola, a non avere il diritto di scelta sul proprio corpo, al non poter scegliere chi sposare e quando. “A 13 anni, quando frequentavo la scuola primaria mi hanno obbligata a sposare un uomo molto più grande di me, di 30 anni. Ho vissuto con quest’uomo per un po’ ma non andavamo d’accordo per la differenza di età. Ho provato a scappare molte volte, ma ogni volta, mio padre mi riportava da lui. Non avevo scelta se non accettare tutto questo. ” La storia di Aisha è una tra milioni di storie che oggi accadono nell’indifferenza del mondo, a 13 anni è rimasta gravida e a causa dell’anemia non riusciva più a fare le faccende di casa, per questo il marito la picchiava ogni giorno fino a procurarle un aborto e una lesione che poi l’ha uccisa. Quante vittime si devono avere prima di fare qualcosa? Domani celebreremo nuovamente il 25 novembre, la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, istituita partendo dall’assunto che la violenza contro le donne sia una violazione dei diritti umani. Tale violazione è una conseguenza della discriminazione contro le donne, che inasprisce le disuguaglianze di genere e questa data segna anche l’inizio dei 16 giorni di attivismo contro la violenza di genere che precedono la Giornata Mondiale dei Diritti Umani celebrata il 10 dicembre di ogni anno, proprio per sottolineare che la violenza contro le donne è una violazione dei diritti umani. Comunque credo che fino a quando non venga istituita una legge internazionale apposita che vieti i matrimoni forzati delle bambine, ci saranno sempre queste storie aberranti che nessun essere vivente dovrebbe mai vivere, e fin quando il mondo continuerà a permettere certi scempi, l’uomo non avrà che prendere atto della propria orrenda brutalità senza fine. Forse solo quando smetteremo di celebrare il 25 novembre si potrà davvero pensare ad un’equità di genere, forse…

Graziana Iurato