lunedì, 24 gennaio 2022
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MASCHERE CONSAPEVOLI

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image0In maschera! Senza i coriandoli e le stelle filanti dei carnevali bambini. In maschera per riflettere nel modo indicato da Pirandello in molta parte della sua produzione drammatica, soprattutto con l’Enrico IV, messo in scena da Yannis Kokkos e interpretato da Sebastiano Lo Monaco, visto il 12 dicembre al Teatro Garibaldi di Modica. Finzione scenica esaltata dagli specchi da camerino teatrale a sinistra, persistente follia del ventennale perpetuarsi di una festa in costumi medievali a destra.
Nel mezzo l’azione dei finti paggi e scudieri che accolgono gli ospiti inattesi, venuti a valutare la malattia del protagonista compiacendone le bizzarrie, la lenta scoperta che sia ormai una finzione consapevole. Enrico (non si conosce il suo nome reale perché lui ha rifiutato la realtà) sa di fingere ma costringe gli altri a farlo (Matilde, Belcredi e lo psichiatra prima, Frida e Di Nolli nella parte finale) per dimostrare quanto sia falsa la società borghese smascherandola con la lucida acribia di chi ha capito il gioco ipocrita e se ne è allontanato con l’unico mezzo possibile: restare folle per sempre nel carcere della solitudine. Sotto il significativo “EXIT” a neon che il regista ha voluto come monito, è stato un rutilare di costumi e colori vividi in contrasto col saio da penitente del personaggio principale.
Belle interpretazioni del cast, un Lo Monaco beffardo che fingeva di fingere (cosa abituale per un attore che ogni sera indossa la maschera); un Lo Monaco che ha continuato anche dopo lo spettacolo a fare l’eccentrico buffone, o forse no, vai a saperlo… Magari era un invito rivolto al pubblico a ripensarsi provando a uscire dalla “reggia” individuale costruita per abitarci artificiosamente, le comode pantofole che ci fanno credere di non far parte dell’eterno, tragico Carnevale della nostra vita.

Marisa Scopello 

 

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