lunedì, 24 gennaio 2022
lutto

ARRIVA L’ANNO NUOVO MA SENZA APPLAUSI

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L’anno nuovo è arrivato ma, come gli altri anni si è fatto, mai a questo si potrà dire “benvenuto nuovo anno”; gli altri anni un filo di speranza c’era per la ripartenza e per tirare avanti, questo ha già portato lembi di pelle umana fatta a pezzi.
Il vecchio invece si è portato con sé tutto: fiducia, fede, speranza, uomini, donne, bambini, salute fisica e mentale, soprattutto si è portato via, strada facendo, il lavoro dei più umili che aiutava a campare sia loro stessi che le multinazionali.
Infatti sono veramente tanti coloro che al vecchio anno hanno lasciato le loro ultime speranze. Forse non avete fatto caso al silenzio degli ultimi giorni. Certo, avete ascoltato solo parole riguardo al contagio da Covid,  definendolo l’unico vero colpevole, l’unico assassino, l’unico con cui lottare. Un martellamento che ha sfasciato ogni testa e cuore mettendo gli uni contro gli altri anche in famiglia.
Vi sbagliate, non è l’unico colpevole, con lui è uscito fuori tutto il marcio umano in ogni settore, tutti gli errori burocratici umani, tutte le mancate prevenzioni che proprio per la superficialità hanno causato tragedie umane e disastri in ogni dove, distruggendo, prima che l’economia, tanti piccoli commercianti e artigiani, gli unici che lavorano onestamente e vivono del loro sudore per sopravvivere e per pagare le tasse allo Stato italiano, compresi tutti gli uffici comunali esattoriali. L’altro genere umano, quello degli stipendi mensili, ha sofferto certamente ma sicuramente soffre molto di meno.
Già, gli operai, definiti a volte anche artisti, si sono ritrovati a dover pagare tasse dell’anno precedente più quelle dell’anno lasciato da pochi giorni alle spalle. Non solo, hanno lavorato ammazzandosi di lavoro nevrastenico, lento e a intermittenza: una volta chiusi, una volta aperti, una volta sanzionati, una volta insultati. Un malcontento da uccidere o separare famiglie intere.
I giovani sono il cambiamento, ma loro hanno sofferto da sempre perché mai accettati veramente. Di loro forse qualcuno ha paura, perché molti studiano, sono tecnologici, hanno davanti una vita da schermo ma sono capaci di viaggiare, di acquistare, di divertirsi, di lavorare bene e di guadagnare anche molto senza dover alzare ogni mattina una dura saracinesca per campare.
Nell’anno 2021 i ricchi sono rimasti ricchi, i lavoratori autonomi da ricchi che erano per il loro lavoro svolto con amore, spezzati dalla pandemia, da leggi nuove redatte malamente, dalla codardia e calunnia altrui, hanno staccato la spina al loro cuore e, affranti, il 31 dicembre hanno chiuso silenziosamente per l’ultima volta la saracinesca del loro laboratorio d’amore che non tornerà più. Al nuovo anno 2022 hanno già detto addio.
Più che benvenuto, oserei dire: condoglianze sincere a chi ha cercato di non mollare la presa ma non ce l’ha fatta.

Sofia Ruta 

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