lunedì, 24 gennaio 2022
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DISCRIMINAZIONI E RIENTRI DIFFERENZIATI NELLA SCUOLA

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Il rientro a scuola dopo le feste si preannuncia tormentato e in continua evoluzione. Considerando la crescita continua della curva epidemiologica soprattutto in età scolare, si prevedono settimane abbastanza movimentate per studenti, docenti, personale ATA e genitori, il governo ha infatti pubblicato una serie di novità e nuove norme che regoleranno il rientro in presenza degli studenti nella scuola a partire dal 10 gennaio 2022, le novità si rendono necessarie per garantire un ritorno in classe in sicurezza e per evitare di ricorrere alla DAD, una didattica di emergenza con molte falle che certamente non può sostituire mai una scuola in presenza, fatta di relazioni e rapporti personali fondamentali nella crescita di un bambino e un giovane. Tra le novità previste per il rientro a scuola, ci sarà l’obbligo di indossare le mascherine FFP2 nelle aule durante le ore di lezione, inoltre il governo prevede una normativa differente per la quarantena nelle classi con più vaccinati, una proposta che di certo discrimina quei territori dove è maggiore la quantità di coloro che hanno scelto di non vaccinarsi e alimenta un clima di tensione e rabbia già di notevole diffusione. Certamente non si sbaglia a considerare la differenza tra chi ha fatto tre dosi e chi zero, ma continuando ad affrontare questa situazione con decreti di super green pass, quarantene personalizzate, ingressi impediti e altro, a mio parere non si risolve il problema, anzi si alimentano solo tensione e rabbia, sentimenti molto diffusi tra queste persone che vedono complotti e tranelli in ogni dove. Nella scuola, in particolare, è fondamentale creare un clima disteso e collaborativo, dove tutti siano trattati alla pari. Nessun allievo deve sentirsi discriminato o magari finire in didattica a distanza perché figlio di genitori che scelgono anche per lui la strada della resistenza al vaccino. Eppure è quello che sta accadendo e che accadrà con più rilievo se il governo continua a decretare norme e protocolli senza attenzionare bene questi fattori che spesso feriscono la sensibilità di molti bambini e ragazzi fragili, senza che nessuno se ne renda davvero conto. Questa mancata attenzione alle ricadute psicologiche e relazionali tra gli studenti non vaccinati conferma che purtroppo gli scolari sono considerati solo numeri, nessun provvedimento sembra pensato davvero per loro, si comprende che nessuno era preparato ad una pandemia del genere, ma il tempo dovrebbe farci da maestro e invece in questi due anni gli eventi sembrano replicarsi con una certa ciclicità e tutti continuiamo a ripetere gli stessi errori senza rendercene conto.

Graziana Iurato

 

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