lunedì, 24 gennaio 2022
image0

NINNA NANNA AL 2022

Print pagePDF pageEmail page

“Vávira, vaviricedda, vuccuzza mancia cicci, nasu affilatieddu, uocci ri scurpiuni e frunti…fruntigghiuni!” (mento mentuccio, boccuccia mangia leccornie, nasino sottile, occhi grandi da geco e fronte grande!). Una vecchia filastrocca modicana tra affetto e ironia dedicata ai bambini sembra il modo migliore di accogliere questo 2022 neonato che, per adesso vagisce fragile e indifeso, in attesa della poppata per addormentarsi satollo nella sua culla. Come ogni nascita desiderata, ha portato la speranza di vederlo, svezzato, fare i primi passi sempre più sicuri. Come crescerà? Diventerà presto avventuroso col suo triciclo nel giardino sotto casa? E in luglio si tufferà in mare senza braccioli? Costruirà castelli di sabbia e piramidi di conchiglie? Si impegnerà a essere diverso dal suo predecessore? Quanti interrogativi che svaporano nell’odore di lenticchie e tampone – ops, zampone! – delle pentole di Capodanno…
Nessuno vorrebbe ripetere le esperienze recenti mentre all’orizzonte si profila una luminosità gialla e nuovi vocaboli si aggiungono ai già noti (flurona, la nuova incognita israeliana, ad esempio). Essere daltonici e studiare il dizionario non ci aiuterà, ma l’idea positiva (o negativa, a seconda dei punti di vista) dell’anno ancora in fasce può esorcizzare il timore strisciante. Cantiamogli  la ninnananna; se dorme non disturbiamolo camminando in punta di piedi, facciamo scorta di pappe per farlo crescere sano e forte. Forse se gli faremo capire l’amore che proviamo per lui, ci ripagherà con un meraviglioso sorriso sdentato e pieno di fossette nei quasi 360 giorni a venire, dodici mesi di ottimismo,  succosi  come spicchi d’arancia navel.

Marisa Scopello

 

Condividi!