lunedì, 24 gennaio 2022
befana

TEMPO DI REGALI

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Si sa, tra i morticini a novembre e la befana a gennaio è tutto un correre a fare regali e a ringraziare per i doni ricevuti. Portano doni Santa Lucia, Santa Claus – alias Babbo Natale -, Gesù Bambino e i re Magi. Qui da noi anche il primo dell’anno nuovo porta carico: la Strenna!

Tralasciando l’ultimo dono del vecchio anno che ha voluto farsi maledire fino a San Silvestro diffondendo a velocità esagerata la variante Omicron, regalo fatto al mondo intero, vediamo cosa il 2021 ha lasciato e cosa il 2022 promette alla comunità modicana.

La comparsa prenatalizia di colonnine arancioni munite di fotocamera per immortalare gli automobilisti quando si sentono piloti di F1 ha suscitato una marea di commenti accendendo un vivo dibattito tra i cittadini. Le persone anziane e quelle prudenti e rispettose delle leggi hanno plaudito all’iniziativa di punire i corridori impenitenti, i giovani spacchiosi e chi per lavoro è obbligato a rispettare tempi stretti che richiedono un piede un po’ più pesante del dovuto sull’acceleratore hanno mugugnato parecchio. Che gli autovelox siano un espediente facile per far cassa è cosa nota: in passato in tutt’Italia sono stati usati dai Comuni come vere e proprie trappole, senza le segnalazioni prescritte dal Codice della Strada o in tratti di strada destinati a scorrimento veloce con l’imposizione di limiti di velocità assurdi irrispettabili.

A Modica sono solo 10 le postazioni, delle quali ne funzionano solo due a turno mediante spostamento delle attrezzature di rilevamento in dotazione: quelle inattive hanno solo funzione di deterrenza.

L’autista modicano medio fa fatica a rispettare i 50 km/h sulle strade extraurbane, dove almeno il limite dei 70 potrebbe essere quello corretto per la tipologia stradale, destinata a mettere in comunicazione tra loro vaste aree territoriali.

Purtroppo un regime dei suoli poco rispettoso del bene comune ed ampiamente a favore degli interessi dei singoli ha favorito un’espansione esagerata di seconde case, assai spesso addirittura abusive che, di fatto, riducono le strade extraurbane a vere e proprie strade interne ad aree residenziali. Le nostre strade provinciali sono strapiene di ingressi di villette, tanti addirittura in piena curva, da cui entrano ed escono in continuazione veicoli, persone, cani e gatti: un pericolo costante.

L’uso promiscuo di tali strade, prive di marciapiedi e costellate da una quantità di tombini, vede alcuni residenti che insistono a fare jogging, pedalare o a portare il cane al guinzaglio in mezzo al passaggio di tir con rimorchio, mezzi agricoli, autobus e betoniere!

Data la situazione è ovvio che non si può correre all’impazzata ed è giusto che ci siano installazioni più minacciose dei cartelli indicatori o dei fastidiosi dissuasori di gomma dura, che al di fuori delle aree private e dei parchi sono totalmente fuorilegge. Ma è pur vero che è assolutamente insensato porre il limite di 30 km/h per lunghi tratti senza alcuna motivazione evidente tranne forse qualche interesse amicale protetto dall’alto. Sulla S.P. 59 al Mauto, l’autovelox predisposto al controllo dei 50 km/h, è stato messo all’interno di un tratto che i segnali indicano percorribile a velocità massima di 30 e 40 km/h: si verificano così improvvisi rallentamenti di veicoli condotti da autisti che non sanno a chi dare conto rischiando tamponamenti a catena.

Un vero miracolo di Gesù Bambino, sulla spinta della pressione popolare, è stato il dovuto riconoscimento della gratuità dello stazionamento delle auto dei disabili sulle onnipresenti strisce blu: meglio tardi che mai!

Con sgomento di parecchi cittadini è continuato l’abbattimento dei pini in varie parti della città, alberi dichiarati nemico pubblico n.1 dal sindaco mani-di-forbice che però, dopo stragi vegetali spesso insensate, è rinsavito grazie all’aria di volemose bene del periodo festivo e ha subito provveduto a piantumare altri alberi – non scupazze! – al posto dei pini estirpati, ristabilendo così il verde di quartiere. Standing ovation!

Il plauso però non può essere esteso ad un altro evento che ha rovinato quel poco di serenità natalizia ai modicani già tanto immiseriti dal susseguirsi di coloriture semaforiche dovute alla pandemia: dopo il saldo IMU sono arrivati il saldo TARI e la bolletta dell’acqua a mangiarsi la tredicesima dei fortunati che la percepiscono. Per gli altri ancora peggio! Gli importi TARI sono stati calcolati in modo diverso da quello usato finora, comunque egualmente oscuro, e tanti modicani hanno rischiato l’infarto nel vedersi esigere cifre stratosferiche!

La pressione popolare e, probabilmente, il desiderio di lasciare un buon ricordo della sua Giunta Comunale, ha spinto il sindaco alla sospensione dei pagamenti con la revoca delle cartelle incriminate e a disporre il ricalcolo col vecchio sistema. Chi ha già pagato aspetti la sorpresa contenuta nella nuova cartella: sarà come aprire la busta della risposta a un telequiz di Lascia o Raddoppia!

Dulcis in fundo, tra inaugurazioni di parchi gioco ampliati e rinnovati al Consolo e a Via Sacro Cuore e apertura del Museo della Medicina in Piazza Campailla, la calza della Befana ha portato in città la notizia del finanziamento di 10 milioni di euro a sei progetti per lavori di restauro e di ripristino da parte del Ministero dell’Interno nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, da destinare all’Albergo dei Poveri e al Palazzo de Naro Papa a Modica Alta, al Palazzo Campailla e al Palazzo degli Studi a Modica Bassa, dell’area di Viale delle Medaglie d’Oro, di Piazza Mediterraneo a Marina. La notizia ci riempie di gioia e di speranza, ma…

Vorremmo saperne di più sui progetti, visto che le destinazioni d’uso così come sono state comunicate sembrano generiche e, almeno in due casi, riduttive e irrispettose dei luoghi e della storia. Ogni tanto un po’ di chiarezza ci vuole, specie se ci sono in ballo cifre che potrebbero far gola a imprenditori di non specchiata onestà.

Come si sa, l’Epifania tutte le feste porta via, ma non vorremmo che finita la festa sia gabbato lo Santo!

Kazzandra

 

 

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